Chiude l’Abbey road cafè, si spengono gli amplificatori e Cervia perde un punto di riferimento per la musica dal vivo. Tanti appassionati lo hanno frequentato in questi anni, soprattutto al sabato sera, con il rito della cena e l’ascolto di quelle note live così coinvolgenti. Il locale della Malva, infatti, diventato in poco tempo una fucina di talenti, oltre che il ritrovo dei musicisti per le jam session, non poteva che emozionare. Gestito dalla famiglia Bilancioni, era nato sulle ceneri del bar Notturno il primo febbraio del 2016. L’avventura è durata esattamente 10 anni, durante i quali sono saliti sul palco di via Malva nord alcuni gruppi balzati poi alla ribalta mondiale. E’ il caso dei Lowesick, che ora sono molto richiesti addirittura negli Usa. Ma si sono esibiti alla Malva anche i violinisti Federico Mecozzi e Graziano Romani, oppure talenti locali quali Alberto Manuzzi. A condurre il locale erano partiti inizialmente Michele Bilancioni e la moglie Elena Mercuriali, insieme alle figlie Giulia e Sara. Queste ultime, sposate entrambe con musicisti, hanno portato a Cervia tutto il meglio del sound romagnolo. Vari i generi interpretati dai vari artisti, dal rock al jazz, dal reggae al pop, dal soul al blues, dal country al funky, e altro ancora. Le jam session, come detto, hanno poi costituto un punto di aggregazione per il mondo sonoro cervese e oltre. In evidenza pure i programmi di approfondimento, come “Musichiacchiere” e “Ritratti sonori”, con la partecipazione diretta di alcuni musicisti. Aperto anche ogni mattina per le colazioni, nel caffè tutti aspettavano con ansia il fine settimana, per fare il pieno di note e vivere un ambiente dedicato all’ascolto. Ora però si preannuncia la fine di questa epopea: Sara ha due figli, Elena e Michele fanno i nonni, Giulia pensa ad un futuro meno impegnativo. E così venerdì inizia l’ultimo weekend per l’Abbey Road, con una serata dedicata ai Beatles (vera e propria passione della famiglia, il cui locale prende il titolo da un loro Lp), sabato si esibiranno Alberto Manuzzi e Alessio Vernocchi, mentre domenica si chiude con un’asta di beneficienza con gli oggetti che hanno caratterizzato la vita del “Cavern”. Ma prevarranno le lacrime di addio per un periodo indimenticabile. «Abbiamo vissuto 10 anni gestendo un posto di cui andiamo fieri - sottolinea Giulia - facendo cose in cui crediamo. Abbiamo conosciuto persone che porteremo nel cuore sempre, musicisti e clienti, che ormai abbiamo il piacere di chiamare amici. Quello che ci dicono più spesso è che all’Abbey Road cafè si sentivano a casa e di questo siamo veramente grati. La musica è stata il centro attorno a cui ha gravitato tutto il nostro viaggio e sappiamo di averle reso giustizia creando uno spazio dove è sempre stata al primo posto. Mai come oggi c’è bisogno di ascoltare musica dal vivo, perché è vero che unisce, ed è un periodo in cui c’è bisogno di presenza. Infatti ci piange il cuore a chiudere la porta su tutto questo, ma a volte cambiare è necessario; l’importante è aver imparato qualcosa lungo il viaggio». Ora l’immobile, di proprietà della famiglia, verrà affittato per ritornare ad essere un bar. Niente più musica, dunque, ma sedie e tavolini al posto del palco che verrà smontato.
Cervia, Abbey Road, la musica si ferma: “Chiudere ci fa piangere il cuore”