Cervia, torna il Sarchiapone nel nome di Walter Chiari

Da più di trent’anni fa parte dell’estate cervese, assicura buonumore e risate, e induce a non fermarsi. Proprio come il famoso sketch di Walter Chiari, “Il sarchiapone” contiene a ogni ritorno un’idea di sorpresa. Perché la vis comica si nutre anche di ripetitività; ridere ogni volta della stessa battuta, ma ogni volta con un diverso ridere. Così stasera alle 21.15 la piazza Garibaldi di Cervia accoglie il 31° Sarchiapone, il carosello comico dedicato all’istrionico Walter Chiari (1924-1991), dall’amico fraterno e manager Bruno Guidazzi, alias Zimbo di cui, nel 2023, ricorre il decennale dalla scomparsa. A condurre la banda comica sono Andrea Vasumi, cabarettista forlivese, e Simone Annichiarico, figlio di Walter Chiari. Sul palco si alternano personaggi noti e altri in carriera; fra questi Alessandro Ciacci (1989) da Rimini, attore teatrale, scrittore, ma soprattutto lanciato monologhista di stand-up e vincitore del Premio Alberto Sordi al Faenza cabaret. Si rivede “il panettiere” Stefano Chiodaroli che, forte di studi da mimo, si è inventato il Mago Abatjour e Ornello l’ex fotomodello. Dal Festival della comicità di Modena arriva il duo con Gian Piero Sterpi e Alessia De Pasquale per la “Battaglia dei sessi”; c’è il provetto imitatore Claudio Lauretta e c’è Willer Collura, il barzellettiere vincitore di “La sai L’ultima?”; torna il maestro di tutti, Duilio Pizzocchi, coi suoi personaggi sempre irresistibili. Sul palco anche Rudy Zerby, critico musicale, conduttore, giudice di talent, e il cantautore figlio d’arte Alberto Bertoli.

Si assegna inoltre il Premio Walter Chiari 2022, nella città prima e unica ad avere intitolato il teatro comunale all’artista.

Alessandro Ciacci sta vivendo un periodo intenso, fra stand-up comedy e nuovi spettacoli teatrali.

Per lei Ciacci, che non era nato quando tanti ridevano con gli sketch di Walter Chiari, cosa rappresenta questo amato personaggio?

«Walter Chiari è stato un personaggio unico, un performer completo che ha portato una piccola rivoluzione nel modo di fare comicità. Prima di lui il comico giocava quasi esclusivamente al ribasso, su una figura incolta e popolana, che storpiava parole e doppi sensi. Chiari, al di là degli sketch di comico e spalla, si è presentato nella forma di monologhista, in giacca e cravatta, raccontando in un italiano alto, evolvendo il comico in una più urbana modernità. Ho amato il tardo Walter Chiari, carismatico, dai chiaro scuri, che faceva anche teatro».

Ha mai visto lo sketch del Sarchiapone?

«Sì, mi sono documentato su quella comicità passata dai contenuti sottili, intelligenti. È uno sketch così esemplare da essere stato ripreso da altri in forma diversa. Penso allo Scarpantibus radiofonico di Alto gradimento, l’uccello dai versi incomprensibili ideato da Giorgio Bracardi, Gianni Boncompagni e Renzo Arbore».

Qual è la forza di questo “Sarchiapone” di piazza?

«Per me rappresenta una manifestazione prestigiosa. Offre la possibilità di vedere comici affermati con altri meno noti e più stili differenti di intendere la comicità. La molteplicità di proposte, credo sia la vera forza del Sarchiapone».

Cosa può insegnare oggi Chiari ai monologhisti di stand-up?

«Da quella passata mandata di comici portentosi, che si sono forgiati attraverso una gavetta della sopravvivenza tra guerra, dopo guerra e fame, c’è solo da imparare per stoffa, tecnica e competenza, puntavano tutto solo sulle armi della propria bravura e del proprio talento. Vale anche oggi, ma quanti possiedono quell’esperienza, carisma, professionalità?».

Gratuito. Info: 347 6375802

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