Cervia, riaperta la chiesa del Suffragio dopo 10 anni di restauro

Restaurata la chiesa del Suffragio dopo dieci anni di chiusura. Il parroco don Pierre Cabantous ha inaugurato alla presenza del vescovo Lorenzo Ghizzoni il luogo di culto, molto caro ai cervesi, perché è uno dei più antichi rimasti. Risale infatti al 1717, subito dopo la costruzione della Città nuova. Al suo interno sono conservati il crocifisso ligneo di stampo gotico doloroso del Trecento, proveniente dalla chiesa dei Minori conventuali di Cervia vecchia, e l’organo veneziano risalente al 1788, opera di Gaetano Callido. La chiesa si caratterizza per la sua facciata settecentesca con intonaco a tre colori. Ciò consente all’edificio di integrarsi con gli altri presenti nel corso Mazzini. Anche all’interno è stata compiuta una grande opera di tinteggiatura e risanamento dei locali, che però mantengono il clima ovattato e ieratico di un tempo e inducono i fedeli alla meditazione. La leggenda narra che lo stesso crocifisso sia arrivato dal mare durante una tempesta, e serva a proteggere i pescatori. Non a caso veniva portato in processione ogni anno, nel mese di febbraio, in occasione della festa della Madonna del fuoco di Forlì. «E’ stato un lavoro immane – commenta Cabantous –, che ha coinvolto tutti i cervesi. Abbiamo infatti dato il via all’operazione mattone, che è consistita nella vendita dei mattoni al prezzo di 50 euro ognuno. Tante associazioni di carattere laico e cattolico vi hanno aderito. La somma raccolta è notevole ma l’intervento è costato parecchio e ci rimangono ancora dei soldi da pagare. Faremo i conti, per ora godiamoci questo patrimonio restituito alla città, nel quale i cittadini potranno nuovamente accedere».

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