Cervia, Neri Marcorè al Ravenna Festival

Teatro e canzone sono connaturati alla poesia; Neri Marcorè, attore, cantante, imitatore, musicista, conduttore, torna sul palcoscenico con un lavoro che prova a unire terzine trecentesche e canto moderno, in prima nazionale stasera a Cervia, commissione di Ravenna festival per “Il trebbo in musica 2.1”.

Marcorè adatta il teatro canzone che ama proporre per raccontare le donne protagoniste della Commedia dantesca; omaggia dunque l’Alighieri con “Le divine donne di Dante”, al debutto stasera alle 21.30 in piazza Garibaldi.

L’idea è di esaltare il lirismo femmineo del poeta più grande unendo sagacia e virtù di storie, immagini, emozioni, venute alla ribalta per voce di moderni cantautori, aedi in jeans e maglietta. Ad armonizzare parole e versi interviene la musica dell’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani, ormai un riferimento del festival. Gli arrangiamenti sono di Stefano Cabrera che suona il violoncello insieme a Domenico Mariorenzi chitarra e pianoforte, Simone Talone percussioni e con le vocalist Flavia Barbacetto e Angelica Dettori.

Il lavoro ha pure un’impronta nella Ravenna dove Dante, suo malgrado, si è fermato; la filologa Francesca Masi, promotrice culturale comunale, ha collaborato alla scelta dei testi con Marcorè. In modo da creare, ha dichiarato l’attore allo scrittore Paolo Di Stefano su “La Lettura” del Corriere, «accoppiamenti giudiziosi». Si riferisce, Neri, alla scelta fatta per il nuovo spettacolo; affiancare 13 figure femminili dantesche a 15 canzoni del repertorio non solo italiano. Da “Cardiologia” di De Gregori sull’amore, a Vinicio Capossela, Ivano Fossati, Sting, Ligabue, le parole di Dante e dei cantautori insieme portano a scoprire figure femminili meno o per niente considerate. L’attore ha commentato a proposito: «Le donne nella Commedia sono 42 contro circa 500 uomini; diciamo che le quote rosa non erano rispettate. Sono comunque storie straordinarie, a volte oscure perché sono tante le donne non conosciute ma degne di essere approfondite. Estrapolando dalla loro biografia, vera o immaginaria, tutta la modernità».

A proposito di Francesca da Rimini, Marcorè ha scelto l’abbinamento con “Il bacio sulla bocca” di Ivano Fossati «essendo il bacio, ha detto, la scintilla che fa nascere la storia tra i due amanti. Aggiungo “Non abbiamo bisogno di parole” di Ron per rendere omaggio anche al silenzio di Paolo, che nel canto non prende mai la parola. Ci sono poi accostamenti imprevedibili, come “L’odore del sesso” di Ligabue collegato alla figura di Didone che tradisce la memoria del marito per l’amore irresistibile verso Enea. La luminosità della cananea Raab, nel IX canto del Paradiso, ha richiamato “Here comes the sun” dei Beatles, canzone della luce per eccellenza. Mi piace anche l’analogia che si stabilisce tra “Enjoy the silence” dei Depeche Mode e Pia de’ Tolomei, sul godimento del silenzio».

Domani a Milano Marittima

Domattina venerdì 23 alle 11.30, Neri Marcorè presenzia all’incontro “Donne ch’avete intelletto d’amore” nel giardino dell’hotel Aurelia di Milano Marittima; Sebastiana Nobili dell’Università di Bologna guida una conversazione fra l’attore e Marina Sagona, artista autrice del progetto “La Commedia delle donne”.

Info: 0544 249244

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