CERVIA. Una fiala di Valium e una di Talofen somministrate per via endovenosa. Nel sangue della vittima, una 66enne cervese ricoverata nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Cervia, c’erano concentrazioni di entrambi i farmaci. Non ve n’era menzione invece nella cartella clinica della paziente; segno che nessun medico aveva prescritto alla donna l’assunzione di quei medicinali né incaricato il personale sanitario di somministrarli. Così il 26 settembre di tre anni fa, alla morte della degente, sono stati i risultati dell’autopsia e la segnalazione di una dipendente del nosocomio a fare scattare le indagini. Questi i fatti che hanno portato a processo un infermiere di 51 anni con le accuse di esercizio abusivo della professione medica e omicidio colposo. Nei suoi confronti, poco prima della vigilia di Natale, si è aperto il dibattimento davanti al giudice monocratico, dopo il rinvio a giudizio del gip Janos Barlotti del giugno scorso.

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