CERVIA. La città di Ravenna è sempre stata, nel corso della propria storia, una porta aperta sull’Adriatico e quindi sul Mediterraneo; crocevia di popoli, culture e influenze che non ha mai perduto quella sua «dolce ansietà d’Oriente» di cui scriveva Montale. Perciò anche il Ravenna festival non può esimersi dal guardare a Oriente. E lo fa con un poema, presentato per la prima volta al pubblico: sarà Paolo Rumiz a tracciare un itinerario lungo il non-confine che unisce Oriente e Occidente: questa sera 30 giugno alle 21.30 nell’Arena dello Stadio dei Pini di Cervia, per la rassegna Per l’alto sale. Il trebbo in musica 2.0.
Lo scrittore e giornalista triestino svelerà Quell’Europa che viene da Oriente – per cogliere le affinità, riscoprire le radici comuni sul filo di un racconto che si dipana in compagnia di un altro spirito irrequieto, Fabio Mina, tra i flautisti italiani più affermati e versatili, profondamente affascinato dalle musiche, e dagli strumenti a fiato, di quel versante del mondo.
«Andare verso Oriente è un po’ come tornare alle origini – spiega Paolo Rumiz –. Sono triestino, nella mia città abbiamo avuto mercanti armeni, greci, libanesi, turchi… da noi chi ha orecchie per intendere e fiuto per annusare sente il profumo di quelle terre».

Per lui, camminatore e scrittore, viaggiare in quelle terre significa ritrovare, in un certo senso, anche la strada di casa, la rotta lungo la quale molta dell’Europa che conosciamo oggi si è formata, ibridata, arricchita. Così a Cervia, ancora più vicino a quel mare su cui innumerevoli influenze hanno navigato fino a raggiungere le nostre sponde, Rumiz invita il pubblico a unirsi al viaggio.

Altra guida d’eccezione della serata è il riminese Fabio Mina. Lo studio del flauto lo accompagna sin da giovanissimo e ancora studente si è dedicato all’improvvisazione jazz e quindi alla ricerca di uno spazio musicale senza confini, approcciando anche aerofoni delle più diverse parti del mondo. Tra le collaborazioni quella stabile con il trombettista Markus Stockhausen, poi con il percussionista Marco Zanotti, nonché con Fabrizio Ottaviucci, Enzo Pietropaoli, Tara Boumann, Luigi Ceccarelli, Cristiano De André e Vinicio Capossela. L’improvvisazione permette a Mina di esprimersi in contatto col momento e di porsi in un ascolto non solo introspettivo, ma anche rivolto al clima e all’atmosfera circostante. Oltre agli strumenti a fiato utilizza l’elettronica, in equilibrio tra fruibilità e sperimentazione.
Il programma di domani
Giovedì 2 luglio la rassegna continua con l’architetto Stefano Boeri, autore del Bosco Verticale di Milano, per discutere di “Architettura e natura”; le note sono quelle della tromba di Paolo Fresu e del bandoneon di Daniele Di Bonaventura.
L’appuntamento è in diretta streaming su www.ravennafestival.live
Info: 0544 249244
www.ravennafestival.org

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