Cervia, il Condominio solidale Pantera Rosa è una esperienza di successo di co-housing

Si chiama Condominio solidale Pantera Rosa. Gestito dal 2015 dalla cooperativa Sole insieme con il Comune di Cervia, ospita 35 persone, protagoniste di una virtuosa esperienza di cohousing. Obiettivo dell’alloggio sociale, portare una condivisione degli spazi messi a disposizione, ottenendo risparmi economici e benefici di natura psicologica e sociale.

“Il condominio sociale supera i modelli assistenziali tradizionali, rappresentando una realtà innovativa espressione del concetto di ‘buon vicinato'”, spiega Cristina Mele, professore ordinario dell’Università di Napoli ed esperta di service innovation, tra i redattori dello studio di impatto economico e sociale del condominio solidale.

Il percorso di inserimento nel condominio solidale prevede una selezione preventiva, l’analisi delle fragilità e l’assegnazione dell’alloggio, in coerenza con le necessità degli inquilini: “Il condominio pone al centro di ogni riflessione le persone che vi abitano, come soggetti attivi per il raggiungimento del loro benessere, attori protagonisti del cambiamento, ancora in grado di offrire e di arricchire la comunità con competenze e conoscenze”, continua Mele. Tecnologia e benessere Alla base della convivenza, percorsi di collaborazione, cooperazione, comunità, coordinamento, co-creazione e co-produzione con vantaggi e risultati di carattere economico e sociale. Al centro, il progetto ‘Tecnologia e benessere’.

Nel condominio, dal 2019, sulla base dell’esperienza presso la cra Oasi Serena di Viserbella di Rimini, sono stati introdotti strumenti di tecnologia informatica (sensori, braccialetti e smartphone) per il monitoraggio specifico delle fragilità degli inquilini e la gestione dei rischi collegati al cambio di abitudini ambientali e di movimento. Le soluzioni tecnologiche adottate sono due: monitoraggio ambientale a distanza per verificare alterazioni delle abitudini quotidiane (sensori per la presenza in stanza, temperatura, rilevare i movimenti nel letto); monitoraggio personale con sensore indossabile per rilevazione del movimento e passi, ore e qualità del sonno, pulsazioni sanguigne. “L’obiettivo del progetto – spiega Mele – è permettere alla persona con fragilità di rimanere presso il domicilio in sicurezza e autonomia. I dati raccolti sono forniti in tempo reale ai caregiver dando loro modo di prevenire e gestire le criticità”.

Le conseguenze sono palesi: come emerge dallo studio, il progetto consente di ridurre gli accessi al PS (i parametri vitali e le condizioni sanitarie sono costantemente monitorate), e il coinvolgimento degli inquilini porta con sé minore ansia e preoccupazione, oltre che meno disorganizzazione comportamentale. “Si badi bene – specifica Mele -: la tecnologia è utilizzata per integrare e aumentare le capacità umane, non per sostituirle”. L’infermiere di comunità L’utilizzo della tecnologia va anche a sostegno dell’infermiere di comunità. È lui a tenere il Laboratorio Salute, un appuntamento dedicato ai condòmini per rilevare i parametri vitali, calcolare il loro indice di massa corporea e promuovere uno stile di vita sano, anche per il contenere eventuali patologie croniche. Come riporta lo studio, l’infermiere di comunità solo nel 2020 ha erogato 169 prestazioni. Durante il periodo di lockdown, ha realizzato attività di formazione per i condomini sulle misure di sicurezza.

Anche grazie a questa scelta, il condominio è sempre rimasto Covid-free. Nell’ottobre del 2019 è stata introdotta la figura dello psicologo nell’équipe del condominio solidale. Grazie a questa formula, è migliorata la qualità della vita, l’autostima, la rete di sostegno sociale e la soddisfazione personale relativa alla propria funzionalità psicologica e sociale. Le azioni solidali Secondo lo studio, il vero punto di forza del condominio è costituito dalle azioni solidali, ovvero le attività di mutuo aiuto svolte dai condòmini a beneficio loro e della comunità, piccoli gesti quotidiani che valorizzano la condivisione delle competenze personali. “Le azioni solidali – spiega Mele – sono un mero esempio di pratiche di engaging perché tutti gli attori coinvolti favoriscono il flusso di conoscenze, idee e regole: maggiore è il livello di user engagement, maggiore è la possibilità che emergano, tra l’altro, nuove virtuose buone pratiche. Stime rilevano che il valore economico prodotto dal sistema delle azioni solidali per il triennio 2017-2019 è pari a 135 mila euro e nel periodo gennaio-aprile 2020 a 13 mila, con un risparmio complessivo per il Comune di Cervia di 82 mila nel triennio e 8.500 per il 2020”.

Una percentuale considerevole di azioni solidali sono svolte da soggetti over 55. Le sfide per il futuro “Sono in fase di progettazione delle attività volte a potenziare il ruolo del condominio come punto di riferimento per il quartiere – conclude la cooperativa -. L’apertura alla cittadinanza sembra essere uno step necessario per l’inserimento dei condòmini stessi all’interno della comunità in quanto risorse per il quartiere e la città”. A questo proposito, tra le prospettive di sviluppo del progetto, c’è l’inserimento di una nuova figura di interfaccia tra il condominio stesso e la cittadinanza: un welfare community manager: “Si tratta di una figura chiave nella progettazione di un welfare plurale e partecipativo, capace di promuovere innovazioni culturali, economiche ed organizzative per implementare nuovi servizi territoriali di solidarietà”. (Dire)

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