Cervia, i titolari di bar e ristoranti: “Pronti ad assumere i profughi ucraini”

La Fiepet (Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici) di Cervia apre le porte ai profughi ucraini.
Dopo l’appello sulla mancanza di personale, che penalizza non solamente gli alberghi ma pure bar e ristoranti, ora stanno arrivando migliaia di cittadini stranieri in cerca di un lavoro.
Hanno perso tutto, sono in fuga dal loro paese e dai bombardamenti dei soldati russi, ma non bisogna approfittarne. Se infatti devono trovare al più presto un lavoro per sostenersi, pensare di sfruttarli sarebbe una “ignominia”.


«Possiamo assumerli»

«Noi possiamo assumere questi cittadini ucraini – annuncia in proposito il presidente dell’associazione Alessandro Fanelli -, e anche aiutarli. Qui serve manodopera e quindi non ci tireremo di certo indietro. Occorre però creare un filo diretto con l’ambasciata ucraina e mettersi a disposizione. Questa guerra è un dramma mondiale, ma la Romagna ospita già una grande colonia ucraina».


Il flusso turistico

«Non sarà un’estate normale – aggiunge il presidente Fanelli –, però speriamo di ritornare alla normalità, pur con pochi soldi in giro e perdendo il turismo russo. Lo sostituiremo con altri vacanzieri, il flusso è in continuo movimento».


Angoscia ed esigenze

«La vita va avanti – è poi convinto il presidente della Fiepet cervese –, anche se lo stato emotivo delle persone è minato da questa guerra, e vedo più ombre che luci all’orizzonte. Comunque la gente verrà, c’è l’esigenza di uscire e distrarsi, dopo i mesi del covid e adesso l’angoscia provocata da questo conflitto che sta mietendo vittime fra la popolazione civile colpendo soprattutto i più deboli».

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