Cervia, guida del bunker tour denuncia: “Insulti da un collega”

Insulti e offese al bunker tour, che diventa un caso. Infatti durante una di queste visite guidate, Thomas Venturi sarebbe stato insultato dalla associazione concorrente Crb 360, che collabora con Cervia Turismo. «Ero alla guida di 23 persone divise fra bambini e turisti – racconta Venturi –, quando all’altezza del bagno Cortesi siamo stati vittime di gestacci e insulti. Si sono permessi di inveire contro di noi affermando che i nostri tour sono abusivi. Tutto perché li svolgo ad offerta libera mostrando il prodotto delle mie ricerche. I partecipanti, infatti, non pagano, ma fanno una donazione che serve per finanziare il lavoro di ricerca o di manutenzione del blog cerviamilanomarittima.org».

Venturi svolge questa attività dal 2014 e si chiede se tutto ciò accade perché i concorrenti vogliono l’esclusiva. «Si sentono forti della collaborazione con Cervia Turismo che, visto l’interesse suscitato da questa mia iniziativa, dallo scorso anno ha pensato di copiare le visite guidate e metterle a pagamento. Ma essendo su un luogo pubblico, il lungomare di Milano Marittima, chiunque ha il diritto di passare, commentare e vedere i bunker».

Venturi difende dunque il suo «progetto di ricostruzione storica e valorizzazione del territorio con foto e video autentici, oltre che redazione di articoli, che possono piacere o non piacere, ma in democrazia si può scegliere. È oltremodo increscioso che insulti e gesti inconsulti vengano rivolti dai collaboratori di Cervia Turismo, l’associazione Crb. Il Comune abbia almeno l’attenzione di selezionare persone dotate di buona educazione, rispetto e amore verso la località. I turisti che erano al mio tour, sono poi persone che fanno muovere l’economia».

Venturi chiede ora le scuse ufficiali da parte dell’associazione, soprattutto a quei turisti che hanno subito la situazione. E minaccia di citare per diffamazione chi lo ha insultato, chiedendo a chi ha subito le offese di presentare le proprie rimostranze a Cervia Turismo. Interpellati in seguito alla segnalazione, al momento i dirigenti dell’associazione Crb preferiscono non rilasciare dichiarazioni. «Per ora – spiegano – non commentiamo l’accaduto. Da parte nostra non c’è nulla da dire e non vogliamo replicare». M.P.

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