Cervia, morto mentre pota gli alberi: analisi sul mezzo e sul telefono del giardiniere

L’ipotesi più accreditata è quella che il braccio portante della piattaforma sulla quale Pierantonio Ferraresi stava lavorando si sia spezzato, facendolo precipitare a terra da un’altezza di 8/10 metri. Ma per avere maggiori certezze sulle cause dell’infortunio che il 18 febbraio è costato la vita al giardiniere 44enne di Comacchio, sarà disposta una consulenza meccanica. Non solo. Verrà incaricato anche un ingegnere informatico per esaminare il telefonino della vittima, con ogni probabilità al fine di verificare la presenza di eventuali conversazioni attinenti alle condizioni di lavoro. Si tratta di accertamenti tecnici che hanno portato alla notifica del primo avviso di garanzia nei confronti del legale rappresentante della Deltambiente, l’azienda ravennate sotto contratto con il Comune di Cervia per la potatura dei pini, per la quale Ferraresi lavorava. Con l’apertura del fascicolo per omicidio colposo, i carabinieri e la Medicina del Lavoro hanno sequestrato anche cinque mezzi dell’azienda, fra i quali il macchinario al centro della drammatica vicenda.

La ricostruzione dei fatti

Erano le 13.30 circa quando Ferraresi, che si trovava al lavoro sul cestello, è precipitato al suolo. Indossava tutti i presidi di sicurezza previsti, caschetto, guanti, imbracature. Anche il furgone dotato di sollevatore era stato oggetto di manutenzione la scorsa estate, risultando dunque in regola con il collaudo; una settimana fa in via Capua, era stato correttamente predisposto e stabilizzato con i quattro supporti telescopici che lo avevano alzato da terra.

E’ pertanto necessario capire come abbia potuto spezzarsi il braccio portante che consentiva il sollevamento della piattaforma. Ad attirare l’attenzione, nel corso di una prima analisi, sarebbe stata una sorta di “crepa”, in prossimità di alcune componenti di ferro a prima vista arrugginite su più lati. E’ possibile che con il tempo la fessura si sia via via ingrandita fino a portare al cedimento quando il peso del cestello sul quale si trovava il giardiniere si è spostato dall’asse del mezzo.

Analisi sulle manutenzioni

Per andare a fondo sullo stato del macchinario gli inquirenti hanno acquisito anche la documentazione dei collaudi e delle manutenzioni fatte negli ultimi anni dalla ditta, per capire se i necessari controlli siano stati eseguiti con regolarità, rispettando le garanzie per la sicurezza dei lavoratori. E proprio per ricostruire quali fossero le condizioni di lavoro ed eventuali punti critici, potrebbe essere d’aiuto la consulenza informatica sul telefonino della vittima, una sorta di “testimone oculare tecnologico” del dramma, al pari del collega che ha assistito in diretta alla tragedia.

Commenti

  1. Antonio era una persona meravigliosa spero che le competenze facciano chiarezza sull’accaduto e se ci fossero responsabilità devono pagare anche se la vita umana non ha prezzo…..una cosa del genere non doveva accadere e non deve più accadere….giustizia per Antonio,la moglie Marzia e i suoi amati bimbi.

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