Cervia, cenoni “congelati” dalla paura del covid

Natale con i tuoi e Capodanno in stand by. E’ questa la situazione dei turisti che frequentano la buona tavola, decisi a trascorrere il periodo della natività nel desco famigliare. La notte di San Silvestro è invece condizionata dal super green pass e dalle possibili ulteriori restrizioni provocate dall’aumento della pandemia. Finita l’estate cenare all’aperto è improponibile, mentre all’interno dei locali è più difficile garantire il distanziamento. «Sarà un Natale in famiglia conviene il presidente della Fiepet, Alessandro Fanelli –, e solo alcuni locali di forte tradizione come il Caminetto sono già pieni. Registriamo interesse ma anche qualche dubbio, perché la pandemia spaventa. Comunque la voglia di evadere c’è e siamo fiduciosi». Nel frattempo alla Pescheria del molo arriva qualche prenotazione per il 25 dicembre, di cui la titolare Cinzia Pirini ne sottolinea la natura «anche da asporto», e questo la dice lunga sulla voglia dei turisti di pranzare nelle seconde case. Passando a Capodanno, l’incertezza è ancora maggiore. «I posti saranno limitati e i costi, per ovvi motivi fra cui l’aumento delle materie prime, in aumento quasi ovunque – avverte Fanelli –. Però iniziano a chiedere informazioni e noi saremo aperti con Felix, Saledolce e Officine del sale. Il costo del cenone sarà di 90/100 euro, compresi bevande e intrattenimenti». «Noi non abbiamo ancora nessuna prenotazione – ammette Pirini –, perché tutti chiedono ma aspettano di essere sicuri che non ci rinchiudano in casa. Vedremo». Unica eccezione è l’osteria “La Ciurma”, che regista già il tutto esaurito. «Io non faccio testo perché la sala è piccola – fa presente la titolare Paola Pirini –, e ho solo 18 camere nell’albergo. Poi sono tutti clienti storici. Speriamo però non ci siano altre restrizioni».

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