Cervia, Asshotel denuncia: “I lavoratori chiedono l’assunzione in nero”

Lavoratori in nero per mantenere il reddito di cittadinanza.

E’ questo il paradosso del turismo, dove la manodopera non vuole firmare il contratto a dispetto del passato, quando era la massima ambizione degli stagionali. Ma ora, con uno stipendio già assicurato, se ne può fare a meno. L’importante è non passare da disoccupati a occupati, perdendo i circa 800 euro mensili del Governo.

Una denuncia non da poco quella che arriva dai vertici di Asshotel per bocca della presidente Paola Brunelli: «Non mi stanco di dire – dichiara Brunelli -, che sono sempre di più le persone che si presentano alla nostra porta, chiedendo di lavorare non in regola. La loro preoccupazione è infatti quella di continuare a percepire il reddito di cittadinanza. Queste persone andrebbero segnalate. In ogni caso questa situazione è insostenibile e dovremo trovare delle soluzioni». Per il resto agosto è partito in sordina, come tutti gli anni.

«La prima settimana da sempre è tranquilla – spiega la presidente -, perché è un periodo di ricambio, in previsione del boom di Ferragosto. Ma le prenotazioni coprono tutto il mese, nonostante l’incertezza causata dall’aumento dei contagi e la poca informazione sul green pass abbiano rallentato le richieste».

«Agosto sta andando molto bene – conferma il presidente di Federalberghi Gianni Casadei -, nonostante la confusione generale del green pass. Questa volta gli alberghi che offrono la formula di pensione completa ne escono un po’ avvantaggiati, perché il cliente del B&B ogni giorno avrà il problema di esibire un documento in ogni ristorante con la sala al chiuso. Stesso discorso per le case private qualora i vacanzieri decidano di consumare i pasti fuori».

Per il presidente l’introduzione del green pass andava «formulata meglio e ragionata di più».

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