Grande lutto nel mondo del commercio, se ne va Eros Mazzolani, uno dei primi negozianti e gestore di “Top sport” nel centro di Milano Marittima. Era stato ricoverato in ospedale dopo una risonanza, e in tre giorni ha salutato tutti.

Molto conosciuto in città, era nato nel 1937, vivendo da protagonista il periodo del dopo guerra sfociato con il boom economico. Era infatti presidente onorario della Confesercenti per meriti acquisiti, oltre che persona di grande carisma, circondato da amici che ora lo piangono intensamente. Con gli anni aveva saputo mettere a frutto le grandi capacità professionali, aprendo un negozio anche nel viale Roma di Cervia: “Area 51”. Ma soprattutto era un personaggio, capace di intrattenere sui social tanti internauti, grazie alle sue argomentazioni acute e alla pacatezza con cui le sapeva esprimere. Pure con una padronanza del linguaggio da fare invida a un letterato. Sposato dal 1967 con Anita, conosciuta a Milano Marittima durante una estate di stelle cadenti, dalla loro unione sono poi nati tre figli: Cattaneo, Enea e Mariarosa. Inoltre era un grande appassionato di calcio, addirittura sfegatato nel sostenere la sua squadra del cuore, il Torino.

Il marchio di famiglia non smentisce poi la sua caratura, ma anzi la rafforza. Era infatti figlio di Cattaneo Mazzolani, il proprietario dei 4 cinema della città, ora purtroppo rimasti solo nei ricordi di qualcuno. Il padre gestiva anche una scuderia di cavalli, la Pevima, e una fabbrica che produceva la famosa Fontana di giovinezza. Si trattava di una lozione che ripristinava il colore naturale di barba e capelli, la cui formula gli era stata regalata da un soldato durante la guerra. Tempi andati, in cui la realtà si intrecciava alla fantasia, e lui ne aveva imparato la lezione. «Eros era un uomo di grande intelligenza e personalità – lo ricorda la nuora Daniela Monti -, per me quasi un padre, oltre che un nonno stupendo».

Ma su Facebook i ricordi sono talmente tali e tanti, da fare emergere uno spaccato sulla storia di Cervia, con episodi del passato a volte commoventi. «La sua morte mi procura la dolorosa sensazione – scrive il decano dei socialisti, Giovanni Giunchi -, che con lui se ne sia andata anche una parte di me». Sicuramente se ne va una parte fondamentale della città, quella legata ai negozi in cui il proprietario era anche il commesso, e i clienti lo chiamavano per nome. Quando intorno alla rotonda Primo maggio iniziavano a nascere le prime attività, e accanto alle griffe c’erano anche le gelaterie.

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