Ceramica di Imola, cassa integrazione per 830 dipendenti

La Cooperativa Ceramica di Imola spegne i primi forni dopo aver avanzato cautelativamente la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 830 dipendenti, quadri dirigenziali esclusi in base alla scelta dell’azienda stessa, a far fede da mercoledì scorso 16 marzo fino al 31 dicembre prossimo.

Primo stop alla produzione

A fermarsi è per il momento lo stabilimento con più costi di produzione, quello imolese di via Correcchio che impiega oltre 250 dipendenti i quali stanno però utilizzando le proprie ferie, dal momento che la richiesta di cassa integrazione, presentata lunedì scorso in Regione, è attualmente in attesa di autorizzazione. Bocche cucite fra i sindacati di categoria a questo giro, anche se quello che è emerso è che la stessa azienda di via Vittorio Veneto, alla quale non mancherebbero commesse in questo periodo, si sta adoperando per trovare soluzioni alternative agli approvvigionamenti. L’elemento che determina questa difficoltà, oltre al rialzo esponenziale dei costi dell’energia necessaria per la produzione e il mantenimento in opera dei forni, è infatti la materia prima che manca e si tratta in particolare delle cosiddette argille bianche che arrivava in sostanza da un solo luogo, il Donbass ucraino, oggi sotto i bombardamenti.

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