FORLI’. Cosa lega Dallas a Forlì? Saranno entrambe sedi di due grandi poli del settore chimico-plastico. La metropoli texana per gli Stati Uniti d’America, la cittadina romagnola per l’Europa. E’ questo il progetto ufficialmente presentato da “Celanese”, la multinazionale leader nel settore delle tecnologie e dei tecnopolimeri speciali, con sede principale a Dallas, e che opera in 18 Paesi del mondo con 7.700 dipendenti e un giro d’affari, nel 2019, di 6,3 miliardi di dollari.
La società, che nel 2016 ha acquisito la forlivese “Softer”, ha tre sedi in Italia: Milano, Forlì con le divisioni “Celanese Service”, “Celanese Production” e “Celanese Sales” (divisa con il capoluogo lombardo) e Ferrara con due siti. Di questi ultimi, quello denominato “Marconi”, che occupa 67 lavoratori, è destinato a chiudere entro giugno 2021 per trasferire la loro produzione a Forlì dove, nel maxi stabilimento di via Mastro Giorgio, sono occupate circa 350 persone. Forza lavoro destinata a crescere, perché la sede romagnola diventerà il fulcro delle attività europee di “Celanese” nel compounding, ovvero nei composti, nella fusione e miscelazione di polimeri e aggregati, nel riciclo di prodotti in plastica. Come spiegano dalla direzione forlivese, è qui «per ora esclusivamente all’interno dell’impianto di in via Mastro Giorgio, ma se in futuro fosse necessario anche espandendosi ulteriormente» che verrà concentrata tutta l’attività trasferendovi le capacità attualmente presenti all’ex P-Group di Ferrara e quelle delle nostre strutture di Wehr e Kaiserslautern in Germania».


Trasferire un’attività dalla Germania a Forlì ha del clamoroso. Certo, è un progetto a medio-lunga gittata, perché la sede di Kaiserslautern fermerà la produzione a dicembre 2021 e tutto dovrebbe passare sotto il controllo forlivese per fasi successive in un lasso di tempo che va dai 12 ai 24 mesi, con completamento entro dicembre 2022. L’European Compounding Center of Excellence di Forlì è, però, sin d’ora una prospettiva enorme per il nostro territorio. «La città è una scelta ottimale perché ospita già il principale impianto europeo del gruppo per la produzione di compound – spiegano da “Celanese” – ma anche perché qui ci sono le competenze e le conoscenze specializzate del nostro personale e perché lo stabilimento ha ampi spazi disponibili per future espansioni, anche nelle aree circostanti». Il Centro di Eccellenza Europeo nasce dalla volontà di fare assurgere l’azienda «a fornitrice prescelto dai clienti internazionali mantenendo la propria posizione competitiva sul mercato», ma ha alle sue radici anche motivazioni legate a processi e costi da ottimizzare. Per questo partirà ora il confronto con le Rsu locali, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i dipendenti nei siti interessati alla chiusura e, a Ferrara, le sigle Filctem, Femca e Uiltec hanno immediatamente manifestato la ferma contrarietà alla decisione aziendale che pare comunque senza appello. Nella sua nota, “Celanese” ringrazia già i suoi dipendenti dei siti tedeschi ed estense «per l’enorme lavoro che hanno svolto negli anni, nonché per il lavoro che ora eseguiranno durante la fase di transizione del sito mantenendo un ambiente operativo sicuro». Insomma, la marcia verso Forlì è iniziata.

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