Cesena: risolto fuori dal tribunale il contenzioso sulla Rocca

Si è definitivamente concluso con una soluzione transattiva la controversia tra il Comune di Cesena e il soggetto che ha gestito la Rocca Malatestiana prima dell’arrivo dell’associazione Jazzlife. L’ente gestore era Agorasophia, che stando alle previsioni del bando che si aggiudicò a metà maggio 2019 avrebbe dovuto gestire la Rocca e prendersi cura del parco della Rimembranza per i successivi 7 anni, a fronte del pagamento di un canone di 6.400 euro annui e in cambio di un corrispettivo di gestione annuo di 30.000+iva ed era prevista una cauzione di 97.185,40 mediante polizza fideiussoria. Quel contratto si concluse anzitempo a inizio 2021 e una delibera di Giunta di qualche giorno fa dà atto dell’accordo di risoluzione consensuale raggiunto con la Syremont Monument Management, l’azienda che nel frattempo ha incorporato Agorasophia Edutainment.

Pandemia e prime difficoltà

Nel testo, la delibera ripercorre le tappe della controversia cominciata a ottobre 2020 e nelle premesse viene dato conto del fatto che a più riprese il Comune aveva ricevuto segnalazioni di disservizi e che aveva in più occasioni segnalato ad Agorasophia «…Lo stato di disordine e incuria in cui versava il complesso della Rocca, rilevando tra l’altro vari danni ai locali» sollecitandola «… Al riordino e al ripristino degli stessi». Allo stesso tempo, riconoscendo le difficoltà che le restrizioni per i luoghi della cultura dell’emergenza sanitaria comportavano, si apriva alla possibilità «di una rimodulazione contrattuale, tenuto conto degli elementi oggettivamente dimostrabili incidenti sull’equilibrio contrattuale».

La risoluzione del contratto

Ma il punto di incontro non si trova e il 29 ottobre del 2020 Agorasophia manda una comunicazione in cui dichiara la risoluzione del contratto ai si senti dell’articolo 1467 del codice civile, ma il Comune, ritenendolo contrario all’interesse pubblico non riconosce l’effetto risolutivo di quella comunicazione e avanza una nuova revisione contrattuale. Agorasophia però «…Interrompeva di fatto il servizio» ed emetteva due fatture, una datata 4 dicembre 2020 e l’altra datata 14 gennaio 2021 per una somma pari a 22.173,75 euro entrambe contestate dal Comune. È a quel punto che il Comune, prendendo atto della grave interruzione del servizio, il 10 febbraio 2021, fallito ogni altro tentativo, procede alla risoluzione anticipata del contratto, e l’immobile viene riconsegnato.

L’accordo

Comincia quindi la fase di trattativa che si conclude con la delibera di qualche giorno fa per cercare di chiudere definitivamente la controversia senza dover ricorrere alla via giudiziale. Nel frattempo il 29 luglio 2020 Agorasophia è stata assorbita da Syremont Monument Management, ed è con questa ditta che il Comune stringerà l’accordo definitivo in cui la controparte «rinuncia alla risoluzione contrattuale comunicata il 29 ottobre 2020 e a «qualsivoglia altra pretesa o contestazione», il Comune si impegna a pagare parzialmente a Syremont le prima delle due fatture che aveva emesso Agorasophia, riconoscendogli 7.320 euro, invece dei 22.173,75 inizialmente pretesi, e rinuncia ad ogni altra pretesa ad eccezione degli importi dovuti per Tari e Imu, «che in quanto oneri tributari sono irrinunciabili». Il Comune, infine, si impegna a svincolare la fideiussione di 97.185,40 euro.

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