Cecilia Bartoli torna stasera al Galli di Rimini

È a Rimini che Cecilia Bartoli riserva l’unico concerto italiano di questa stagione: la celebre mezzosoprano – ma le categorie imposte dal registro sono riduttive per una voce divenuta quasi leggendaria – torna infatti questa sera al teatro Galli, lo stesso teatro dove già si è esibita nell’ottobre di tre anni fa segnandone la storica riapertura. Del resto, Bartoli stessa non perde occasione per sottolineare il rapporto che la lega a questa regione: romana ma di padre romagnolo e di madre parmense, è qui che, come ha raccontato in un’intervista anche pochi giorni fa, riconosce le proprie radici.

Una personalità unica

Capace di imporsi con più di 12 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e soprattutto con una visione dell’interpretazione musicale che, al di là delle sterili eppur sempre accese polemiche che talvolta ne hanno accolto le esibizioni, denota una personalità unica e inarrivabile per ricerca, tecnica e talento, Bartoli, prima del tour che la porterà nei più prestigiosi centri musicali europei, tra Parigi, Vienna, Berlino e Amsterdam, propone al pubblico della 72° Sagra malatestiana uno dei suoi imperdibili recital.

Dedicato a Farinelli

Inequivocabile è il titolo: Farinelli e il suo tempo, ovvero quel nucleo di barocco settecentesco in cui prima dell’indignazione illuministica fioriscono le più grandi voci di “castrati”. Un repertorio che Bartoli indaga e approfondisce da anni, e cui ha dedicato tra l’altro un applauditissimo disco, Sacrificium, che richiama proprio il “sacrificio” cui erano sottoposti i giovani cantori più promettenti in cambio di una voce acuta e potente quindi, nei casi più fortunati, del successo. Un esercito di cantanti che, in particolare dall’Italia, dilaga nei teatri di tutta Europa, dalla Russia alla Spagna, al servizio delle corti più esigenti, e di cui Carlo Broschi detto “il Farinelli” è appunto divenuto il simbolo – a proposito, piace ricordare come le spoglie di Farinelli si trovino alla Certosa di Bologna, nella città dove il cantante aveva scelto di ritirarsi dopo la straordinaria carriera.

La carica espressiva

E se perlopiù si pensa ai castrati come a una sorta di macchine virtuosistiche, capaci di macinare note e acuti, Cecilia Bartoli ne mette invece in luce la carica espressiva, quella che certamente – secondo le più illuminanti cronache coeve e gli stessi compositori – era la capacità di entrare nel testo e nelle pieghe della partitura evocandone tutto lo spessore emotivo. Non è un caso, forse, che per esempio proprio Farinelli fosse legato al grande poeta Pietro Metastasio, autore dei più importanti libretti dell’epoca, da amicizia e stima reciproca.

Les Musiciens du Prince

Nel dar prova di tutto questo, accompagnata dall’ensemble che lei stessa ha fondato qualche anno fa in seno all’Opéra di Montecarlo, Les Musiciens du Prince – Monaco, diretto da Gianluca Capuano, Bartoli ha imbastito un programma che si dipana attraverso arie tratte da alcune delle opere di quei compositori di cui Farinelli fu diretto interprete, Georg Friedrich Händel, Nicola Porpora (che gli fu maestro a Napoli), Johann Adolf Hasse, eppoi Antonio Vivaldi, lasciando spazio a brani strumentali tra cui spicca l’irresistibile Concerto in re maggiore di Georg Philipp Telemann.

Il concerto inizia alle 21.

sagramusicalemalatestiana.it

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