FAENZA. Paolo Cavina non ci sta: le interviste al veleno rilasciate negli ultimi giorni dai principali esponenti faentini della Lega devono aver lasciato l’amaro in bocca al candidato sindaco uscito sconfitto dalle urne, che ha quindi deciso di uscire dal silenzio in cui si era trincerato dopo le elezioni per fornire la propria versione dei fatti.

Ad infastidire Cavina devono essere state specialmente le parole di Gabriele Padovani, che ha addossato alla componente civica della coalizione la responsabilità della sconfitta.

La genesi

Cavina ripercorre così le vicende degli ultimi mesi: «Dopo alcuni sporadici incontri avvenuti con la costituenda coalizione di centrosinistra (che notavamo essere una coalizione piena di contraddizioni – vedasi l’alleanza fra aree moderate di riferimento cattolico con il M5S), noi civici di Insieme per Cambiare decidemmo di proporre un nuovo modello di governo per la città, fondato principalmente sui concetti di “lavoro”, “competenza” e “solidarietà”. Per l’effetto comunicammo a tutti che, fuori dagli schemi di partito, veniva lanciata la mia candidatura. L’iniziativa politica ebbe immediatamente un buon riscontro – continua la ricostruzione – trovando una moltitudine di persone (oltre 70) disposte a candidarsi in varie liste civiche (oltre ad IxC anche altre di nuova costituzione) a mio sostegno, oltre all’adesione della già esistente lista civica Rinnovare Faenza».

L’adesione del Carroccio

È a questo punto che entra in gioco la Lega: «A fine luglio 2020 – prosegue Cavina – fummo contattati da esponenti apicali della Lega, i quali ci riferirono la disponibilità del centrodestra ad aderire al nostro progetto. Dopo una riflessione effettuata con gli aderenti alla nostra nuova visione della città, si decise di accettare l’appoggio del centrodestra, provocando purtroppo il distacco di alcuni (pochi) nostri simpatizzanti che non vedevano di buon occhio l’alleanza».

Non è difficile individuare nel deputato Jacopo Morrone uno degli «esponenti apicali della Lega» cui fa riferimento Cavina: la decisione del parlamentare sarebbe stata in contrasto con la volontà delle Lega faentina, determinando così un dissidio interno tenuto sopito durante la campagna elettorale e poi deflagrato in seguito alla sconfitta.

Il ruolo dei civici

Cavina rivendica comunque il ruolo dei civici, rispedendo al mittente le teorie di Padovani: «Insieme per Cambiare e Per Faenza hanno complessivamente raccolto 2.552 voti e una percentuale dell’8,64%, portando in consiglio comunale ben tre rappresentanti (il sottoscritto, Penazzi e Zoli) – afferma –. Diversamente abbiamo notato un crollo dei consensi pro Lega, calata di circa 11 punti percentuali rispetto al risultato delle regionali».

«Spiace ora scoprire – prosegue la disamina – che alcuni esponenti della Lega Faenza sostengano che questo calo sia dovuto al fatto di aver supportato il nostro progetto civico, nonostante per mesi gli stessi affermassero che la Lega avrebbe dato un contributo elettorale simile al risultato delle regionali o poco meno».

In chiusura Cavina promette continuità per il progetto civico e passa la palla ai leghisti: «Spetta a loro decidere su quale fronte fare il proprio percorso politico, senza addossare le responsabilità ai civici e al loro candidato sindaco che in ogni modo e mezzo si è adoperato per tenere insieme tutti, compresa la Lega che già al suo interno si trovava con fratture di tipo dirigenziale».

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