Crans-Montana, Eleonora sentita dallo Sco, sequestrato il cellulare. “Sarà parte civile”

Cattolica

CATTOLICA. Quasi tre ore davanti ai poliziotti dello Sco per raccontare quegli attimi di panico e terrore nel rogo del Constellation a Crans Montana.

Eleonora Palmieri, la 29enne cattolichina sopravvissuta al devastante incendio della notte di Capodanno, martedì pomeriggio è stata convocata dagli agenti del Servizio centrale operativo nella sede della Polizia stradale di Riccione, sentita come decine di altri testimoni della tragedia nell’ambito dell’indagine parallela a quella svizzera, aperta dalla Procura di Roma.

Del tutto inaspettatamente, a Eleonora è stato chiesto di consegnare il cellulare, sequestrato dagli investigatori per ricercare eventuale materiale utile all’indagine, tra cui fotografie o video del rogo in cui la stessa Eleonora è rimasta gravemente ustionata.

«Ha subito spiegato di non avere elementi di interesse sul suo dispositivo - spiega l’avvocato Piero Venturi, che assiste la giovane insieme alla collega civilista Maria De Cono -. Ma gli agenti, pur gentilissimi, sono stati irremovibili. E adesso non poter usare il cellulare è per lei fonte di grandissimo disagio, anche per le sue stesse cure, avendo il Fascicolo sanitario elettronico sul telefono». L’avvocato annuncia infatti di avere già fatto fatta istanza di riesame contro il sequestro, così che la Procura renda noto al Tribunale delle libertà le motivazioni per cui ritiene necessario il provvedimento.

Il racconto

Davanti agli uomini della Sco, Eleonora ha ripercorso quegli attimi terribili, rammentando come quella sera Le Constellation fosse «stracolmo di giovani», sia in veranda che nei sotterranei. Un buttafuori, ha raccontato la giovane veterinaria, faceva entrare la gente un po’ per volta e durante l’attesa per scendere al piano di sotto, nel vivo della festa, riferisce di aver visto una cameriera correre davanti alla scalinata e chiamare l’addetto alla sicurezza con urgenza. Nessun allarme, secondo Eleonora, sarebbe però stato diramato in quel frangente. Eppure «in 30 secondi, dalle scale è venuta su una marea di persone impazzite che si è incastrata nel varco che dalle scale della veranda porta di sotto. Una marea di gente terrorizzata - ricorda - che si ammassava contro porta e veranda». A quel punto Eleonora sarebbe stata sbalzata via dalla folla e in pochissimi istanti ha iniziato a salire su per le scale «un fumo densissimo» seguito da una lingua di fuoco. Cercando di ripararsi il volto con le braccia, la 29enne si è ustionata le mani e gli arti superiori, venendo al contempo trascinata verso la porta, fino a quando «delle mani», ha detto, non l’hanno condotta all’esterno.

Pronti al risarcimento

«Eleonora - riferisce l’avvocato Venturi - non riesce ancora bene a muovere le dita. Cosa che può rivelarsi un problema per il suo futuro professionale. Se non dovesse recuperare l’elasticità necessaria infatti non potrebbe più fare operazioni chirurgiche e la sua carriera da veterinaria ne risentirebbe terribilmente». Per questo i legali annunciano di essere pronti a costituirsi parte civile anche nel processo che verrà a incardinarsi in Italia, con l’obiettivo di ottenere un congruo risarcimento danni, anche alla luce eventualmente del danno alla sua professionalità.

Per il resto, riferisce l’avvocato Venturi, la giovane è ancora una ragazza «sotto choc, che non ha avuto il coraggio di guardare le immagini e i video di quei momenti. Lei stessa - aggiunge - dovrebbe essere stata ripresa in fila, con il basco in testa che le copriva i lungi capelli castani».

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