Cattolica, va a denunciare il suo ex e le arrivano messaggi minacciosi mentre è in caserma dai Carabinieri: scatta l’arresto per un 31enne

Cattolica
  • 29 novembre 2025

I Carabinieri di Cattolica hanno tratto in arresto un 31enne responsabile del reato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna al termine di una delicata attività d’indagine condotta nelle ultime settimane.

Secondo quanto ricostruito, l’indagato avrebbe posto in essere dal qualche mese una vera e propria escalation di pressioni psicologiche e intimidazioni dirette alla vittima estesa poi, nel corso dei fatti, perfino ai familiari. Trovato il coraggio di denunciare quanto le stava accadendo, Teresa, nome di fantasia, portava elementi concreti agli investigatori, come una lunga serie di messaggi dal tono gravemente ingiurioso e minatorio.

I WhatsApp inviati contenevano a volte esplicite minacce di morte, altri paventavano l’ipotesi di andare a scuola per sottrarre il figlio minorenne o manifestavano intenti suicidari, gettandosi nel porto canale attribuendo a lei la responsabilità del gesto, generando così nella donna un perdurante stato di ansia e timore.

I messaggi durante la querela

I militari di Cattolica accertavano inoltre che lo stalker era stato destinatario di un precedente ammonimento del Questore di Rimini notificato lo scorso mese per analoghi comportamenti ai danni di un’altra donna vittima delle sue morbose attenzioni.

Sono stati ascoltati quindi i familiari e i professionisti che seguivano la vittima i quali confermavano l’impatto devastante delle condotte persecutorie tenute dell’uomo sulla serenità e lo stato emotivo della donna e dei suoi congiunti.

I comportamenti vessatori erano talmente insistenti che, nel corso della presentazione di una ulteriore querela, al cellulare di Teresa, mentre era in caserma, giungevano una serie di messaggi di particolare gravità. Quest’ultimo elemento forniva agli investigatori un dato che confermava l’assoluta attualità del pericolo e la sua concretezza, che portava i Carabinieri, valutato il concreto rischio di reiterazione delle condotte, ad eseguire un arresto in flagranza differita.

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