“Ho appreso con profonda commozione della scomparsa di Elisa De Nicola. Aveva 109 anni e 131 giorni, era la nonnina più longeva di Cattolica e di tutta la nostra provincia. Cattolica la porterà sempre nel cuore come esempio di un’operosità instancabile, di mani sempre indaffarate tra orto e cucina, e di profumi che raccontano la nostra tradizione: le sue tagliatelle sottilissime e la piadina sfogliata resteranno memoria viva per chi le ha amate. Un abbraccio di cuore da parte mia, dell’Amministrazione comunale e di tutta la città ai suoi cari e a suo nipote, l’ex sindaco Marco Tamanti. Ciao Elisa, vogliamo immaginarti mentre prepari le tue celebri tagliatelle e la tua piadina anche per gli angeli”.
Il ricordo e il cordoglio della sindaca Franca Foronchi per la morte di Elisa De Nicola, la nonnina più anziana di Cattolica e della provincia di Rimini. Elisa De Nicola era nata il 7 ottobre 1916. Non aveva mai conosciuto suo padre, disperso nella Grande Guerra, Fino al 1960 abita a Schieti, poi si trasferisce a Cattolica dove è sempre rimasta. “Ha attraversato un secolo difficile e segnato dalle tragedie – continua la sindaca Foronchi – e da sola ha saputo costruire la propria vita con coraggio, senza mai abbattersi, con ironia e uno straordinario amore per la sua famiglia e non solo. Oltre ad aver lavorato per anni in diversi alberghi della città, ha prestato servizio prendendosi cura degli anziani di altre famiglie, dedicandosi a loro con grande amore e attenzione. Mi piace ricordarla con le parole di suo nipote Marco Tamanti che mi ha raccontato di essere cresciuto sempre al suo fianco. Ha detto che lei amava la vita e che non ci pensava proprio a lasciarla! Il segreto della sua longevità era il cibo, come lei stessa diceva: “Mangiare molto e cose buone”. Ma chi l’ha conosciuta sa che il vero elisir è stato il suo spirito indomabile. Ed è quello spirito la grande eredità che ci lascia, una memoria che dobbiamo mantenere e tramandare, quella tenacia e determinazione che raccontano la storia della nostra terra e della sua gente”.