Cattolica. Lo stupro della discoteca, il terrore e poi la rissa: arrestato 22enne

Le prime vere notti d’estate, la spiaggia, la musica, la gente. La stagione estiva era iniziata così, con le migliori premesse, anche per una ventenne del Pesarese che aveva deciso di trascorrere il sabato sera in Romagna, alla discoteca Malindi sulla spiaggia di Cattolica, insieme ad alcuni amici. Un contesto di festa e di svago che, come denunciato ai carabinieri di Cattolica, ha finito per trasformarsi in incubo: un ragazzo, un “amico di amici” conosciuto in pista da ballo, l’ha invitata fuori dal locale e poi l’ha violentata gettandola a terra in un vialetto buio e circondato da cespugli. E quando un amico della giovanissima ragazza costretta ad avere un rapporto sessuale l’ha raggiunto per difendere le ragioni di lei, lo stupratore si è avventato anche contro di lui, colpendolo con calci e pugni, tanto da farlo finire in pronto soccorso.

Violenza e lesioni

Violenza sessuale e lesioni sono infatti i crimini di cui è accusato un 22enne albanese, arrestato poche ore dopo i fatti dai carabinieri della tenenza di Cattolica, che gli hanno stretto le manette ai polsi nella casa dello zio, nel Pesarese, lì dove alle 9.30 di ieri mattina lo hanno trovato addormentato, dopo la nottata trascorsa in discoteca. Giunti sul luogo della violenza dopo la chiamata della vittima, i carabinieri hanno infatti raccolto la denuncia della giovane, che ha identificato il violentatore, la cui identità è stata ricostruita anche tramite le deposizioni degli amici della comitiva.

La dinamica

Un amico del ragazzo di un’amica, quattro chiacchiere in pista, qualche passo di danza, e poi la proposta: “Usciamo?”. Lei accetta, convinta che si tratti solo di un invito a raggiungere un luogo meno caotico in cui è più semplice parlare.

Eppure, presto, molto prima che tra i due si fosse instaurata alcuna forma di confidenza, lei sente le mani di lui stringerle i fianchi, un po’ troppo forte. Poi lui le afferra la mano, ancora una volta troppo forte, e le “ordina” di seguirlo in una stradina buia, poco frequentata, di ghiaia. Impaurita, come paralizzata, lei non riesce ad opporsi, fino a che le richieste di lui non diventano sempre più insistenti e la vicinanza al suo corpo sempre più pressante. Nonostante i “no” ripetuti e i tentativi di allontanarlo da lei, lui non demorde, e non molla la presa dal suo corpo ormai a terra, incapace di divincolarsi.

Il violentatore ha un momento di rilassatezza, lei lo scaccia e fugge, si riallaccia i jeans e chiama le amiche. Poco prima, prima che il fatto accadesse, aveva mandato un messaggio in “codice” a un ragazzo della comitiva chiedendo aiuto.

L’aggressione

Tra le braccia delle amiche la giovane non riesce a trattenere le lacrime e a celare la disperazione: racconta di essere stata stuprata, indicando lo stupratore in quell’amico del ragazzo dell’amica che le era stato presentato quella sera stessa. Lei viene fatta salire in macchina, ma gli amici vanno a cercare lui, il violentatore, che arriva supportato dai suoi, di amici. Si sentono degli urli, poi si passa alle mani. Un amico della vittima, quello a cui lei aveva rivolto la richiesta di aiuto tramite messaggio, viene ferito alla testa riportando 4 giorni di prognosi e un ricovero in pronto soccorso. L’autore dell’aggressione è stato identificato sempre nello stupratore. A quel punto, la vittima chiama il 112 e intervengono i carabinieri. Dopo aver raccolto denuncia e indicazioni, gli uomini dell’Arma partono alla ricerca del 22enne, rintracciato poi a casa dello zio, dove vive, poche ore dopo.

Nel frattempo, la giovane è stata visitata dal personale medico dell’Infermi, che ha rilevato la presenza di lesioni ginecologiche conseguenti all’abuso. I sanitari hanno emesso una prognosi di 15 giorni.

Detenuto

Il ragazzo, accusato di stupro e lesioni, è difeso di fiducia dall’avvocato Marco Defendini del foro di Pesaro, e si trova ora ristretto nella casa circondariale riminese, come richiesto dalla pm di turno Annadomenica Gallucci. Domani dovrà comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto al tribunale di Rimini.

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