Resta in bilico tra il sogno annebbiato e una realtà da incubo l’esperienza vissuta dalla turista diciannovenne che teme di essere stata violentata, ma continua a non ricordare niente di quello che le è accaduto in un angolo buio della spiaggia vicina alla discoteca Bikini, a Cattolica. “Ho un black out”, ripete ansiosa di ottenere risposte dagli investigatori. La prima è arrivata: non è stata drogata, mentre per i tamponi sulle eventuali tracce biologiche ci sarà da attendere fino a metà settimana. La svolta potrebbe arrivare dall’esame delle immagini delle telecamere a circuito chiuso del locale. Da ieri i carabinieri le stanno guardando con attenzione per selezionare i passaggi chiave della serata, alla ricerca della ragazza e delle ombre che potrebbero averla avvicinata e seguita all’esterno. I fotogrammi più significativi saranno mostrati anche a lei nella speranza che possa riconoscersi e riesca a ricordare qualcosa o qualcuno. Di certo ha bevuto, forse più del paio di drink che lei ritiene di avere ordinato (aveva un tasso alcolemico di 2,45), al punto di ritrovarsi nuda sulla spiaggia senza sapere come. C’è chi si è approfittato di lei? Il sospetto è legittimo: lei lamentava dei dolori al basso ventre e al pronto soccorso hanno notato un lieve arrossamento alle parti intime, sebbene non presentasse lesioni come escoriazioni o ematomi. Lo stesso choc, potrebbe impedirle di diradare la nebbia che avvolge il ricordo di momenti brutti o confusi. L’intimità, va ricordato, richiede sempre l’esplicito consenso: l’eventualità che lei non fosse lucida per via dell’alcol non può considerarsi un lasciapassare per eventuali “forzature” o abusi. Per questo che i carabinieri di Riccione, coordinati dalla pm Annadomenica Gallucci, sono impegnati a ricostruire la vicenda, a partire dalla testimonianza dell’amico che l’ha accompagnata (anche lui della provincia di Perugia, in vacanza con i genitori) e con cui si è perso di vista, fino a quando l’ha aiutata a riprendersi e ha chiesto aiuto.

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