Cattolica, scippato del Rolex dai banditi in scooter

“Strappo” di un prezioso orologio, in pieno giorno, ai danni di un turista a passeggio con la compagna. È accaduto mercoledì scorso a Cattolica, in via Fiume, zona pedonale, in pieno giorno attorno alle diciannove. La tecnica è ormai quella collaudata dell’agguato in sella a uno scooter. L’uomo camminava tranquillo: è stato colto di sorpresa. A sua insaputa, evidentemente, qualcuno doveva averlo indicato come obiettivo: improvvisamente ha sentito il rombo di uno scooter alle spalle. Quando si è visto affiancare era già troppo tardi: si è ritrovato con un braccio immobilizzato. Un giovane con indosso un casco integrale (in caso di eccessiva resistenza avrebbe potuto spezzargli il braccio) è stato in grado di sganciare in un attimo i perni del cinturino senza fargli male e se ne è andato via sgommando sulla moto condotta dal complice, anche lui con il volto nascosto dal casco. L’allarme è stato tempestivo: l’episodio è accaduto davanti ai passanti. I rapinatori se ne sono andati con il prezioso orologio, sgommando tra la gente e facendo perdere le loro tracce.

Le indagini, come sempre in questi casi, ripartono dalle telecamere: in passato i carabinieri della Compagnia di Riccione hanno sgominato più di una “banda dei Rolex”, in genere pendolari criminali che si trasferiscono in estate sulla riviera romagnola per colpire i turisti. È possibile che i controlli a Riccione abbiano spinto i malviventi a cercare obiettivi più a sud, verso Cattolica. C’è da aspettarsi che possano tornare in azione.

Ieri, intanto, il Tribunale di Rimini ha assolto un ventiquattrenne originario del Togo, residente a Lodi (difeso dall’avvocato Mauro Catrani). Era accusato di essere il “capo” di una baby gang che nell’estate 2018 circondò uno studente milanese facendosi consegnare 140 euro. Il giovane quella stessa notte sostenne di aver incontrato il “branco” per caso in discoteca (ne facevano parte anche dei minorenni). Il riconoscimento, però, non ha retto alla prova dell’aula.

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