Cattolica. La moglie lo sgrida per le pulizie: si fa arrestare

Agli arresti domiciliari evade per non sentire più le ramanzine della moglie. Un “dramma” non capito dal giudice che dopo la convalida dell’arresto, lo ha rimesso in castigo nelle quattro mura domestiche. Storia da sitcom quella andata in scena sabato scorso a Cattolica. Protagonista un 43nne agli arresti domiciliari per furto cui il Tribunale aveva imposto il braccialetto elettronico per evitare ogni possibile tentativo di evasione. Il “mariuolo” divide casa con la moglie unica al momento in grado di portare a casa i soldi per il sostentamento della famiglia. Uscendo tutti i giorni per andare a lavorare, al consorte ha dato un unico compito: tenere pulito il loro nido d’amore. Un compito che anche sabato scorso avrebbe portato a termine lasciando molto a desiderare. Per questo la moglie lo ha messo per l’ennesima volta spalle al muro e lo ha pesantemente redarguito. Tra i due è nata una violenta discussione che l’uomo ha troncato nel modo più drastico: ha preso una forbice, ha tagliato il braccialetto elettronico e dopo aver sbattuto la porta di casa alle spalle si è presentato alla Tenenza dei carabinieri dove ha spiegato perché era stato “costretto” ad evadere. Ieri mattina, assistito dall’avvocato Linda Mastrodomenico, è comparso in aula per la direttissima: il giudice dopo aver convalidato l’arresto lo ha rimesso ai domiciliari, il processo sarà completato il prossimo 23 maggio. Lo stesso legale ha assistito anche un secondo cattolichino ammanettato sempre per evasione. Il 60enne sabato pomeriggio era stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Quando i carabinieri gli avevano chiesto i documenti dopo averlo fermato perché aveva importunato ubriaco gli avventori di un locale, aveva reagito in modo violento. Portato in caserma il Pm di turno aveva deciso di lasciarlo agli arresti domiciliari che l’uomo ha bellamente disatteso il giorno dopo andando a prendere una boccata d’ossigeno su una panchina a 100 metri da casa.

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