Cattolica. Il Pd: “No a Gennari neanche se lascia il M5s”

Se il sindaco Mariano Gennari dovesse lasciare il Movimento 5 Stelle, «la porta del centro sinistra continuerebbe a restare chiusa». Lo conferma il segretario del Partito Democratico, Alessandro Belluzzi.

«La mancata alleanza con il Movimento e Gennari – spiega il segretario Dem – non è dipesa da motivi ideologici, ma da una diversa visione di città, dal fatto che non abbiamo condiviso le scelte fatte dall’Amministrazione comunale. Pertanto per quanto riguarda la nostra campagna elettorale, quel che accade a Roma non ha alcuna influenza. Credo invece che abbia delle ripercussioni nel territorio. I cittadini che assistono allo scontro tra Grillo e Conte, sono spaesati e credo che questo possa dare fastidio a Gennari e alla sua maggioranza, e possa provocare delle conseguenze».

Belluzzi sottolinea come segua con rispetto «il travaglio di un partito che mostra le sue profonde contraddizioni, emerse sin da quando è andato a governare». E rilancia il valore di quanto è stato realizzato a Cattolica intorno alla candidatura di Franca Foronchi.

«Il progetto che abbiamo costruito a Cattolica – conferma il segretario Dem – è quello su cui si dovrebbe lavorare anche a livello nazionale, con un PD perno di una grande federazione di centro sinistra. Cattolica è l’unico comune dell’Emilia Romagna dove, senza fare le primarie, candidiamo una donna con formazione e competenza, sostenuta da un’alleanza ampia che va da “Cattolica Coraggiosa” a “Cattolica in Azione”. In campo c’è una classe dirigente rinnovata, formata e preparata. Poi, certo, bisogna dialogare ma senza essere subalterni».

Belluzzi sottolinea come oggi, in città, quello messo in campo dal centro sinistra rappresenti «il progetto più solido e ricorda che, oltre alle grane dei 5 Stelle, c’è anche un centro destra che non ha ancora deciso chi sostenere». Su questo aspetto, all’ipotesi di Gennari che, svincolato dai 5 Stelle, possa essere sostenuto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Belluzzi spiega: «In 5 anni ha cambiato posizione molte volte nei rapporti con le forze politiche presenti in Parlamento, in politica però ci vuole anche coerenza e ci sono dei limiti di fronte ai quali bisognerebbe fermarsi».

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