«Ore 9,20 vaccinazione Covid Pfizer Biontech». Così ha postato sul suo profilo Facebook il professor Carlo Bulletti. Il noto specialista in ginecologia e ostetricia, che vive a Cattolica, ieri mattina si è recato presso la Fiera di Bologna per vaccinarsi. «Mi sono messo in fila e sono arrivato anche prima del dovuto» commenta Bulletti, che non ha dubbi circa la validità del vaccino come strumento in questo momento fondamentale per combattere la pandemia.

Come sta professore?

«Sto benissimo e non avevo dubbi al riguardo. Non ho patologie di nessun tipo che possano confliggere con un vaccino. Nell’articolo pubblicato recentemente dal New England Journal of Medicine, dove si presentano i dati del Pfizer Biontech su 30.420 persone (ma oggi i vaccinati sono già un numero enorme), è molto evidente che gli effetti collaterali sono rari e ugualmente distribuiti tra chi aveva ricevuto il vaccino e chi il placebo».

Le mutazioni del virus, in particolare quella inglese, possono in qualche modo intaccare l’efficacia del vaccino?

«Non sono un esperto di virus e quindi parlo da profano che legge attentamente la letteratura ma non ha nel proprio Skill professionale quello delle malattie infettive per le quali ci sono altri esperti. Di mutazioni, al di là di questa che è stata più amplificata, ce ne sono state molte, da Wuhan in poi, però nessuna ha riguardato la proteina spike con la quale hanno fatto i due vaccini americani. Per cui ritengo che la reazione immuno-competente evocata non sia per nulla scalfita e quindi che il vaccino sia efficace. Il problema potrebbe presentarsi se in un futuro prossimo ci fosse la mutazione di quella proteina. Quindi prima inattiviamo la diffusione di questo virus attraverso la vaccinazione di massa e prima impediremo mutazioni pericolose».

Il vaccino è dunque l’unico strumento contro il virus?

«Sì, è l’unico strumento che abbiamo. Anche le ricerche più promettenti sugli anticorpi neutralizzanti sono ancora molto indietro».

Come ci dobbiamo comportare leggendo le informazioni che girano sul web alcune fuorvianti?

«Le verità scientifiche non sono come altre verità addotte per opinione più o meno diffusa. È stato detto che la mia opinione vale come la tua, ma non è così. La medicina non si fa più con opinioni da oltre vent’anni, si fa con evidenze e le evidenze hanno quattro livelli di gerarchia in funzione della forza degli studi scientifici che le hanno prodotte. La scienza non è la verità assoluta ma è quella che più le si avvicina e per leggerla adeguatamente non è facile, mentre è piuttosto semplice essere ingannati da informazioni che vengono enunciate in malo modo. Allo stato attuale per quel che riguarda questa situazione credo non ci sia altra possibilità che utilizzare le cure in evidenza, ossia quelle efficaci e non dannose, i vaccini appunto».

Katia Bartolini

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