Una scena del film Diabolik di Mario Bava (1968)

Ritorna nella Regina il Mystfest, l’appuntamento principale con il giallo e il mistero che si terrà a partire da domani e fino a domenica. Nell’attesa, questa sera spazio all’opening party, dalle 22, al Lamparino: in piazza del Tramonto a Cattolica, The Gangstar (Quentin Tarantino tribute) e dj Duba, Gale e Gerbo. Poi spazio alla rassegna e ai film, con una retrospettiva dedicata a Mario Bava: tutte le sere al Salone Snaporaz intorno alle 23.30 verranno proiettati i suoi film cult. La retrospettiva, in collaborazione con il circolo del cinema Toby Dammit, si intitola “Cinque volti della paura”. Una giornata sarà dedicata a Diabolik. Verrà presentato il docufilm di Giancarlo Soldi “Diabolik sono io”, e nella retrospettiva notturna, c’è il Diabolik firmato Bava (il 27 giugno). Il 30 giugno il film della notte al MystFest sarà Operazione paura (1966), con Giacomo Rossi Stuart e Erika Blanc. Ricco di citazioni dagli horror di Murnau come il Nosferatu, girato in appena 12 giorni, contiene una sequenza (il fantasma di una bambina che gioca con la palla) a sua volta citata da Fellini. Mario Bava è autore di cult movies, e il suo La maschera del demonio (in programma il 29) è considerato all’unanimità una pietra miliare per l’horror. Bava ha ispirato registi come George A. Romero, Tim Burton, Wes Craven, Dario Argento (che sarà produttore e cosceneggiatore di Demoni di Lamberto Bava), Scorsese, Tarantino. John Landis, regista dei Blues Brothers e di Un lupo mannaro americano a Londra, lo cita fra i registi preferiti, così come Nicolas Winding Refn, fan sfegatato di Bava, che a proposito del suo Drive (film del 2011 con Ryan Gosling, premiato a Cannes) ha sostenuto più volte: «Se Mario fosse stato ancora vivo, lo avrebbe diretto lui». Il figlio di Mario Bava, Lamberto, dice di non aver mai sentito il peso di questa eredità artistica. «Con mio padre avevo un rapporto magnifico, lui era estremamente avanti sia come artista che come padre, era coltissimo, mai autoritario, quasi un amico. Avevo iniziato a studiare legge, poi intorno agli anni Sessanta ho iniziato a collaborare con lui ed è stata la mia fortuna, ho fatto quello che mi piaceva. Ho girato film e sono stato un antesignano delle serie fantasy con il mio Fantaghirò, con Alessandra Martines, che ancora adesso viene replicato ad ogni Natale. E mio figlio Roy continua la dinastia». Ogni proiezione verrà introdotta da Joe Denti.

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