Cattolica, ancora minacce agli inquilini: l’attaccabrighe seriale del condominio torna in carcere

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Da poco più di 48 ore si sono riaperte le porte del carcere dei Casetti per Roberto Dino Botteghi, 54 anni, “l’incubo” degli inquilini delle residenze Acer di via Francesca da Rimini 107-109 a Cattolica.
Il motivo? Anche questa volta diverse persone hanno raccontato di essere state insultate e minacciate con gesti inequivocabili da Botteghi che dallo scorso aprile si trovava agli arresti domiciliari.
L’uomo come disposto dal giudice non poteva avere contatti diretti perché ristretto nel perimetro domestico con tanto di braccialetto elettronico alla caviglia. Rilevatore che avrebbe iniziato a suonare non appena avesse varcato la soglia di casa. Anche questa volta gli era però stata concessa la possibilità di andare sul proprio balcone: e proprio da lì avrebbe cercato di incrociare gli sguardi dei vicini per lanciare sia messaggi minatori che minacce dal contenuto inequivocabile.
Per questo motivo diverse persone prese di mira anche questa volta hanno presentato denuncia ai carabinieri della Tenenza di Cattolica. Sulla scorta delle relazioni presentate dai militari della Regina, la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto l’inasprimento della misura cautelare. Così per la terza volta quest’anno il Gip ha disposto per Botteghi un nuovo soggiorno a spese dei contribuenti. I carabinieri lo sono andati a prendere nel cuore del pomeriggio di martedì scorso. Lui, senza battere ciglio, è salito sulla gazzella che lo ha portato prima in caserma e poi in una cella della casa circondariale di via Santa Cristina a Rimini. Stupita dall’ennesimo provvedimento restrittivo il suo legale, l’avvocato Federica Rossi, ha già annunciato ricorrerà contro la nuova decisione del giudice.

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