“Catalysi”, a Cesena il nuovo festival di Claudia Castellucci

Nell’ultimo scorcio d’estate si accende un nuovo festival a Cesena; è “Catalysi. Movimento di generazione artistica” che prevede residenze, seminari, laboratori, spettacoli, nel teatro Comandini, in arena San Biagio e nella ex chiesa dello Spirito Santo. Il progetto è di Claudia Castellucci, storica cofondatrice di Societas Raffaello Sanzio, colei che Franco Quadri definì la “teorica” della innovativa compagnia teatrale. Catalysi, “movimento a catena” per Claudia, punta sulla sperimentazione scenica di artisti principianti; si apre con due residenze artistiche da lunedì 19 al 29 settembre; le residenze “si irradiano” e alimentano un Seminario e un Laboratorio di scrittura critica (dal 20 al 22 e dal 27 al 29 Settembre 2022); un’altra novità è il Festival teatrale dal 30 settembre al 2 ottobre; è affidato da Castellucci a un curatore artistico principiante.

Castellucci, il suo “Catalysi” deriva dalle tante esperienze creative e di ricerca teatrale portate avanti al Comandini?

«Ai tempi delle gare fra tragediografi, il teatro godeva di grande popolarità unendo la severa grandezza della tragedia con la spettacolarità della competizione. Ecco, Catalysi è un sistema che, muovendo da un’arte raffinata, coltivata e protetta, si completa con il pubblico; che è un insieme indiscriminato di persone, non un convegno esclusivo. A noi interessa mescolare livelli e gerarchie, e incrociare persone tenute finora distanti: non è detto che la popolarità si possa ottenere soltanto con le sagre del cibo in strada».

Perché considera “Catalysi” un movimento a catena?

«Me lo sono immaginata come la spinta che persone principianti possono imprimere. La forza di Catalysi è che l’impulso iniziale proviene da artisti principianti, non importa se giovani o anziani, purché abbiano un fuoco interiore che li spinge a generare e che noi dobbiamo cogliere. Da lì comincia la catena, da cosa nasce cosa. Così dalle idee iniziali delle giovani artiste Stefania Rovatti e Lou Riouallon, è sorto il mio seminario di critica per scrittori principianti; il festival di spettacoli e concerti è diretto dal principiante Guillermo De Cabanyes. Il carattere principiante ha un valore di incitamento morale. La catena meravigliosa che si è innescata in città, è stato il collegamento con alcune realtà indipendenti culturali quali il Magazzino Parallelo, esempio di cultura sociale, il cinema Eliseo, realtà privata con una programmazione poliedrica e di qualità; il conservatorio Maderna, con una direzione e docenti aperti al nuovo; le due librerie indipendenti i Libri di Elena ed Epoca Libri. E ancora, la raffinata casa editrice Sete di Faenza e Collettivo Scena, che sta inventando luoghi e incontri d’arte. Davvero una bella cordata».

Si può dire che il progetto esorta a un “largo ai giovani” dando opportunità di guadagno?

«Catalysi vuole dare spazio a giovani idealisti cercando di pagare loro il giusto. Non è un’attività a scopo di lucro, tutta l’economia è totalmente spesa per gli artisti e la loro promozione. Il nostro lavoro è quanto noi dobbiamo alla città. “Principiante” non è necessariamente sinonimo di giovane; l’accento è su chi si trova in quel particolare impeto di incominciare una cosa trasmettendo la forza di una vita nuova».

Cura anche un Laboratorio di scrittura critica; che dire della critica, ha ancora un ruolo, qual è?

«C’è tantissimo bisogno di critica oggi. È indispensabile giudicare le cose, significa sceglierle dopo un attento esame se si vuole vivere pienamente il valore di tutto ciò che esiste. La figura del critico, almeno in ambito teatrale, è stata messa in secondo piano dall’abnorme importanza accordata all’artista. Ma quello che deve dire l’artista lo dice con la propria opera, non con il commento sulla propria opera».

Qual è la novità che attraverso “Catalysi” desidera portare in Societas?

«Sono due le novità: la prima è che noi esperti (per non dire anziani) cediamo il passo alle persone più giovani e più forti, la seconda è che vogliamo veramente tentare di dare uno scossone al grande letargo che si è impadronito delle nostre serate e delle nostre città e dire alle persone che c’è un’altra sagra: quella della primavera».

Info: 0547 25566

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui