Casola Valsenio, nuovo campo sportivo: in marzo via ai lavori

L’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Nati detta le tempistiche per l’avvio del cantiere in zona Furina, da cui sorgerà il nuovo campo sportivo che andrà a sostituire quello travolto e distrutto da una frana nel 2015.
Del progetto si è parlato in un’assemblea pubblica, nel corso della quale Nati ha illustrato anche le migliorie che la ditta aggiudicataria dell’appalto apporterà all’impianto originario degli interventi. Ed è proprio da queste correzioni che è derivato il ritardo nell’avvio dei lavori, annunciato come imminente nello scorso ottobre: sulle proposte dell’azienda andava infatti eseguita una verifica tecnica per certificarne la congruenza con il progetto.

«Un lavoro impegnativo, ma ora siamo in dirittura d’arrivo – annuncia Nati –. In questi giorni stanno iniziando le operazioni di pulizia della vegetazione, soprattutto nelle zone che andranno ad accogliere il parcheggio e la palazzina con gli spogliatoi. Dopodiché la ditta procederà con la perimetrazione dell’area di cantiere e i lavori dovrebbero partire già nel mese di marzo, con giornate più favorevoli».
Il termine del primo stralcio di lavori dovrebbe portare al taglio del nastro verso la primavera del 2023, indicativamente ai primi di aprile. Nel mentre, la speranza dell’amministrazione è quella di reperire anche i fondi necessari alla collocazione delle torri-faro per l’illuminazione notturna.

Tra le integrazioni al progetto proposte dalla ditta, figura anche la realizzazione di un piccolo chiosco a servizio del campo, oltre che di un magazzino a un piano per gli attrezzi che serviranno alla manutenzione del manto erboso. Diverse novità riguardano anche il futuro parcheggio, inizialmente previsto in stabilizzato, che invece sarà in asfalto: vicino agli stalli saranno inoltre presenti dei caricabatterie per auto e bici elettriche. Ma non finisce qui: per il campetto da allenamento è stata infatti preferita l’erba sintetica e sarà anch’esso recintato con reti.

«Ma una delle integrazioni più importanti – spiega Nati – è quella che riguarda il recupero delle acque meteoriche provenienti dai drenaggi: verranno raccolte in una vasca di accumulo e, dopo essere state purificate, potranno essere impiegate per alimentare l’impianto di irrigazione, che sarà computerizzato invece che manuale. Useremo direttamente acqua piovana: molto dipenderà dalla stagione, ma il nostro obiettivo è consumare il meno possibile».

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