Casadei: “Maggioranza privata per il futuro di Cervia Turismo”

Cervia turismo diventerà a maggioranza privata. Lo ha annunciato ieri il presidente di Federalberghi Gianni Casadei durante l’assemblea annuale degli albergatori. Ribaltone quindi nella società di promo-commercializzazione, delle cui quote, attualmente, il Comune detiene il 51% e Romagna vacanze il 49%.

I lavori hanno però riguardato inizialmente l’andamento della stagione 2021. «Meglio di quella precedente – ha detto il presidente –, ma nonostante l’apparente pienone i numeri forniti dall’Istat negli ultimi 10 anni mostrano una costante perdita di presenze, specie se considerati nei mesi centrali dell’anno. A complicare ulteriormente il quadro va detto che le presenze, se pur importante termometro, non rappresentano un indicatore di salute assoluto. Sono infatti il bilancio e la marginalità a sancire lo stato di salute di una azienda, e in questo caso si evince un quadro a tinte fosche».

Ma dagli albergatori è emersa anche un’autocritica («dobbiamo smettere di relazionarci al mondo come singoli imprenditori»), oltre che l’invito a entrare nelle logiche di comunità, per «essere percepiti come un distretto turistico ed infine come un’industria del turismo, con tutti i benefici e le attenzioni che un comparto industriale merita di ottenere».

Poi la clamorosa anticipazione: «E’ in corso un processo di trasformazione di Cervia turismo, e siamo impegnati nella creazione di un nuovo soggetto fortemente orientato alla commercializzazione, che avrà maggioranza (e quindi governance) privata. Abbiamo quindi nelle nostre mani la possibilità di decidere dove, come e con quali partner adottare efficaci strategie di marketing territoriale, scegliendo in autonomia chi governerà il nuovo soggetto. È auspicabile, necessario e oserei dire determinante che gli imprenditori tutti, e in particolare gli albergatori, credano, partecipino e finanzino questa nuova entità, perché da ora in poi non sarà più possibile scaricare su altri la colpa di eventuali insuccessi o della scarsità di risultati. L’Amministrazione, da parte sua – è poi l’assicurazione –, sarà ovviamente socia e contribuirà allo sviluppo del nuovo soggetto, trasferendo le conoscenze apprese dal passato e una parte rilevante di fondi provenienti dalla tassa di soggiorno». L’appello alle istituzioni del presidente è stato poi quello di «creare una normativa ad hoc che preveda una via di uscita agevolata dal mercato per quelle strutture che per dimensioni o ricambio generazionale non riescano più a rimanere competitive, in una logica di saldo zero di posti letto». Sul tavolo anche il problema dei collegamenti, lo snellimento burocratico, un’accelerazione sui processi di rigenerazione urbana (waterfront estesa a tutte le località) e la sicurezza in relazione anche alla movida violenta della scorsa estate.

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