Caro energia, la scelta di Rimini: “Stufe e camini accesi”

Scattano le norme anti-smog. Già da oggi. Il Comune di Rimini decide però di andare controcorrente e il sindaco Jamil Sadegholvaad spiega: «Ho sottoscritto con convinzione l’ordinanza sulle misure a tutela della qualità dell’aria, ma a differenza dello scorso anno ho scelto di sospendere e dunque di non inserire in questa fase l’articolo 9, e cioè quello che dispone divieti all’utilizzo domestico per camini aperti, caminetti e stufe a legna o pellet fino a classe 2 stelle per i territori sotto i 300 metri di altitudine». Il primo cittadino infatti precisa: «Condivido gli obiettivi. Ma allo stesso tempo, oggi, in questo momento, non posso non tenere conto della vera e propria emergenza energetica, con il caro bollette che si sta abbattendo come una mannaia sulle spese e sulle condizioni di vita delle famiglie, e che ancor più si abbatterà nelle prossime settimane». Tutto ciò, prosegue, «ha già costretto e costringe la popolazione a attivare sistemi di riscaldamento più economici o tradizionali, in attesa che la bolla che crea i rincari di gas e energia elettrica torni almeno a una parvenza di sostenibilità. È una fase emergenziale e in una fase emergenziale, almeno temporaneamente, si devono contemperare tutte le problematiche». Per questo conclude, «sospendendo nell’ordinanza questa parte di provvedimento, chiedo alla Regione di provvedere a una ulteriore analisi che, magari, porti a una deroga alle disposizioni per camini e stufe almeno nei mesi più freddi dell’inverno. Credo che questo si possa fare».

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