Caro energia, il Comune di Imola riduce gli orari di illuminazione

Ulteriore giro di vite da parte del Comune di Imola per contenere ancora di più i consumi energetici. Fino al 30 aprile, nel corso della notte si accorcia da una a quattro ore l’accensione dei lampioni, tranne che lungo le arterie più importanti, nelle rotonde e negli attraversamenti pedonali (dove sia tecnicamente possibile), così come l’illuminazione del Palazzo comunale e del fossato della Rocca sforzesca, si spengono in maniera alternata le piste ciclabili, e viene mitigata la potenza dell’intera illuminazione pubblica. «Si rende indispensabile razionalizzare i consumi, prima che l’ente si trovi nella situazione di non poter liquidare le utenze – osserva la Giunta – e di dover quindi sospendere i servizi».

«Per la tenuta dei conti pubblici del nostro ente, siamo arrivati a una scelta netta e impattante sulla vita dei cittadini – ribadisce il sindaco Marco Panieri –. Siamo consapevoli della portata di questa misura e della responsabilità aggiuntiva che ricade sulle spalle delle Forze dell’ordine locali e dell’Amministrazione, per questo abbiamo svolto nei giorni scorsi tutti gli approfondimenti necessari e le opportune verifiche prima di procedere».

Altre misure

Oltre ad intervenire sull’illuminazione pubblica, la Giunta adotterà «misure organizzative che vadano a mitigare i consumi energetici negli uffici comunali», si legge nella delibera. E ha chiesto ad Area Blu di «avviare un’ulteriore analisi per individuare misure strutturali a medio-lungo periodo che possano mitigare i consumi energetici dell’intero patrimoniale immobiliare».

Non manca un appello, rivolto ai dipendenti del Comune, delle sue società partecipate e di tutti coloro che a vario titolo operano all’interno del suo patrimonio immobiliare, ad adottare comportamenti virtuosi, «perseguendo l’obiettivo di diminuzione dei consumi».

Questo stesso invito va, indirettamente, agli imolesi, fra cui la Giunta si impegna a divulgare il vademecum delle buone prassi per una corretta impostazione degli impianti di riscaldamento a gas promosso dal ministero della Transizione energetica (ora dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ndr), per «sensibilizzare i cittadini sul risparmio energetico».

Appello al Governo

In un momento di profonda difficoltà, che arriva a mettere a rischio il bilancio del Comune e la tenuta dei servizi, «continuiamo a chiedere con forza al Governo di intervenire con forza a sostegno, oltre che delle famiglie e delle imprese, anche degli Enti locali – aggiunge Panieri –. Chiediamo di considerare l’adozione di ulteriori misure che possano agevolare e semplificare la situazione finanziaria dei Comuni in vista del 2023».

Fra questi, «contributi straordinari per i consumi energetici – sottolinea –, l’abbassamento della quota da trattenere per il fondo di dubbia esigibilità, la possibilità di utilizzare risorse derivanti dall’avanzo libero 2022 per il bilancio di previsione 2023, l’eliminazione del vincolo di destinazione per i proventi sulle rinegoziazioni e l’accollo parziale del debito degli enti locali da parte dello Stato per liberare alla spesa corrente da destinare ai servizi, oltre ad agevolazioni fiscali per il teleriscaldamento che ad oggi non ha ancora goduto di alcun beneficio».

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