Caro energia e difficoltà ad assumere: le nuove sfide Orogel

Anche Orogel, l’azienda cesenate leader nei prodotti surgelati, cerca nuovo personale. Ma anche in questo caso, quella che di per sé è una buona notizia, la capacità dell’azienda di offrire occupazione, fa i conti con un contesto dove la parte più critica è trovare qualcuno disposto a cogliere quella opportunità. Una difficoltà del tutto simile, come raccontato dal Corriere qualche giorno fa, la sta affrontando anche il gruppo Amadori, ma il fenomeno, spiega l’amministratore delegato di Orogel Giancarlo Foschi, non è locale e nel loro caso si intravede qualche segnale di miglioramento. «Non siamo nell’ambito delle normali ricerche di personale – ammette subito Foschi -, ma il problema non è cesenate, né solo nazionale: si tratta di un discorso globale, che nella nostra filiera comincia dalle campagne e arriva alla fabbrica dove negli ultimi mesi c’è più difficoltà a reperire manodopera».

Una molteplicità di cause

Nella sua analisi Foschi parla di «una serie di motivi» che sovrapponendosi fanno da concausa allo scenario attuale. Uno di questi è l’incertezza creata dalla crisi, «che pende su tutte le teste come una spada di Damocle, anche se oggi tutto sommato le aziende continuano a funzionare». Quanto vissuto negli ultimi due anni ha fatto crescere «la ricerca di soluzioni migliori, tanti hanno cominciato a valutare alternative al lavoro che già facevano. Nel nostro caso ad esempio è il turno notturno ad essere particolarmente sofferto. Non che prima della pandemia non lo fosse, ma erano valutazioni meno sentite». Il problema, ribadisce, non è locale, né di un singolo settore: «So che anche al mare, ad esempio, hanno avuto a che fare con problemi simili».

I tecnici sono i più ambiti

Si tratta comunque di un fenomeno in divenire e secondo Foschi, almeno per Orogel, è cominciata una fase di miglioramento: «Non siamo ai livelli pre-pandemia, ma da qualche giorno notiamo un certo dinamismo nella presentazione delle candidature». Le posizioni aperte sono quelle di manutentori meccanici ed elettrici, carrellisti e operatori di linea, anche senza esperienza. Le figure più difficili da trovare, racconta Foschi, «sono quelle tecniche», ma in questo caso è convito che al momento contingente si sommi un altro problema: «quello è un campo dove ci sono meno disponibilità, invece le aziende si stanno sviluppando sempre di più aumentando il loro fabbisogno di figure di questo tipo. Il risultato è che anche a livello locale, tra aziende finiamo per farci concorrenza tra di noi. Va detto però che al momento le difficoltà non sono tali da bloccare questi processi di sviluppo, ma è un problema che un tempo non ci dovevamo porre».

Il caro energia

Ben più preoccupante in questo senso è l’aumento esponenziale dei costi energetici: «Il Sole 24 Ore martedì riportava da inizio giugno c’è stato un ulteriore aumento del costo del gas, cresciuto del +227%, mentre l’energia elettrica è cresciuta del +183%. È evidente che si tratta di una situazione assolutamente insopportabile per le aziende, se non scaricando gli aumenti sul cliente finale, ma a quel punto l’aumento diventerebbe insopportabile al consumo». Il tema va affrontato a livello governativo e le aziende non possono essere lasciate sole nella gestione di questi aumenti: «Da qualche giorno almeno se ne parla – commenta Foschi -. Servono soluzioni per contenere questi aumenti folli». «Quello che possiamo fare noi – aggiunge – è non desistere su innovamento e innovazione, perché prima o poi passerà anche questa e dovremo farci trovare pronti»

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