Carla Ravaioli un’anticipatrice da non dimenticare

Carla Ravaioli un’anticipatrice da non dimenticare

RIMINI. A molti riminesi, ma non solo, il nome Carla Ravaioli dice molto, ma sono ancora tante nel nostro Paese le persone che non la conoscono. Giornalista, saggista, politica e autrice di numerosi testi sulla questione femminile, Ravaioli «è stata un’intensa protagonista del femminismo e della politica del ’900, oggi purtroppo dimenticata», sostiene la giornalista Monica Lanfranco che alla riminese scomparsa il 16 gennaio 2014 (era nata a Rimini il 15 gennaio 1923) dedica oggi dalle 14 un’intera puntata di “Wikiradio” su Radio3, il programma radiofonico che racconta la storia di un uomo o di una donna partendo proprio dalla data di nascita, di morte o da una data particolarmente significativa.

A sei anni esatti dalla sua scomparsa, Lanfranco ricorda la vita di una donna che è stata un’anticipatrice di temi oggi quanto mai dibattuti, come la «realtà femminile in tutta la molteplicità delle sue innumerevoli facce, evidenti e nascoste», lo sfruttamento capitalistico e l’ambiente.
«Nel programma odierno il racconto parte da un fatto negativo: tranne che per la generazione degli anni Sessanta che è stata tra l’altro dentro movimenti di grande trasformazione, quello delle donne in particolare, Carla Ravaioli è una persona sconosciuta. È una figura dimenticata nel panorama delle risorse straordinarie che la storia ci consegna».

Come sintetizzarla? Per Lanfranco in una parola: anticipatrice. «È il tipo di appellativo che scelsi quando scrissi di lei il giorno della sua scomparsa e che uso spesso per definirla. E lo è stata davvero, in tempi lontani; ha messo insieme, ed è riuscita a farne una sintesi felicissima, temi che oggi stiamo in qualche modo fronteggiando. Era un’eco-femminista, senza che lo sapesse: ha collegato un’attenzione alle responsabilità e alle risorse di un’economia diversa (pensiamo alla parte negativa della globalizzazione) alla fortissima connessione con i diritti, non solo del lavoro, ma delle donne. Sosteneva infatti che i diritti universali sono quelli delle donne. La connessione fra attenzione all’ambiente, i limiti da porre all’economia e la condizione delle donne, è stata la sua grande intuizione».

Ma non è tutto, perché la romagnola scomparsa, come ricorda la giornalista, ha anticipato un altro grande argomento: «Oltre a essere un’eco-femminista che ha parlato anche di globalizzazione umana, ha affrontato anche tematiche legate agli uomini. Uno dei due suoi libri più famosi, Maschio per obbligo, è indubbiamente un’anticipazione straordinaria sull’inclusione degli uomini dentro il discorso del femminismo: e l’inclusione è l’unico polmone rimasto sulla possibilità di mettere a tema la bella politica, non quella dei partiti, ma delle relazioni umane. Per farlo è però necessario ancora oggi, come già lei aveva intuito, un impegno che passa attraverso il cambiamento: la violenza maschile sulle donne, ma più in generale nell’intero pianeta, è un problema che non si risolve se gli uomini non si assumono responsabilità».

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