Carico di argilla dall’India. Le nuove rotte dei traffici per la guerra in Ucraina

RAVENNA. Grande attesa nel porto di Ravenna per l’arrivo, nelle prossime ore, della Sider Onda, una nave da 35mila tonnellate con un carico di argilla proveniente dall’India. Una novità legata anche alle nuove rotte dei traffici determinate dalla guerra. La General cargo ship, lunga 83 metri e larga 32, che viaggia attualmente sotto la bandiera delle isole Marshall, sta facendo rotta verso il terminal della Sapir. Col presidente del Gruppo, Riccardo Sabadini, tracciamo un bilancio dell’attività.

Quali conseguenze stanno avendo sui traffici del porto e in particolare del suo principale terminalista la guerra in Ucraina e il nuovo scenario geopolitico internazionale, con le ricadute sui costi e sull’approvvigionamento di materie prime e fonti energetiche? Conseguenze che si innestano sulla scia della pandemia da Covid…
«Il porto di Ravenna ha storicamente consistenti relazioni con l’Est Mediterraneo ed il Mar Nero e Sapir, in particolare, ha scambi importanti con vari scali dell’area. Il 2022 si preannunciava sino a gennaio in linea con i pregressi mesi del 2021, e quindi un anno sostanzialmente buono, in recupero rispetto agli anni pandemici; nel prosieguo sono emersi molti segnali di criticità. Uno di questi, paradossalmente, è rappresentato dalle chiusure di importanti porti del Far East, causa ulteriori reviviscenze della pandemia. In certi momenti davanti alle coste dei principali operatori asiatici, ad esempio a Shanghai, si sono verificati sovraffollamenti con addirittura centinaia di navi in rada. In pratica tutti gli operatori della logistica hanno dovuto, una volta di più negli ultimi anni, reinventarsi i loro budget formulando nuove ipotesi. L’atteggiamento imprenditoriale di Sapir e di tutto il Gruppo è stato quello di reagire con prontezza, grazie all’operato dell’amministratore delegato Mauro Pepoli e di tutti i dirigenti del gruppo. Il costante tentativo di accorciare la filiera logistica, l’instaurarsi di rapporti diretti con i clienti, restringendo il numero degli intermediari a quelli che effettivamente siano in grado di portare un valore aggiunto, dimostrare l’importanza di servizi qualitativi per i clienti, tutto questo sta consentendo di rispondere a questa ennesima criticità in maniera efficace e, speriamo, con risultati ragionevoli a fine esercizio».

Quali sono le strategie di Sapir? Come procedono le trattative, oltre a quelle sulla nautica e sulle pale eoliche, per nuove partnership con operatori nazionali e internazionali?
«Proseguono in queste settimane stretti contatti con nuovi operatori anche stranieri per categorie merceologiche piuttosto interessanti. Ovviamente queste trattative stanno subendo contraccolpi anche importanti per il rallentamento dell’economia nel suo complesso. È pleonastico dire che i timori per l’inflazione, per fenomeni recessivi dovuti ad una guerra alla quale non si capisce ancora quando e come sia possibile trovare uno sbocco, hanno rallentato tutti i momenti decisionali. Sapir confida nel fatto che non ci saranno interruzioni o modifiche sostanziali dei programmi concordati, anche se ancora informalmente, con primari operatori della logistica».

Come procede il corposo piano di investimenti avviato da Sapir nei processi di digitalizzazione?
«Finora sono stati realizzati il riammodernamento delle infrastrutture informatiche, l’adozione di un nuovo programma per la gestione amministrativa, l’ampliamento della rete interna, il potenziamento della connettività Internet, aumentata di dieci volte, il rinnovamento e incremento dei dispositivi mobili in dotazione, con introduzione di un software per gestirli ed il potenziamento della videosorveglianza. Un forte impulso all’efficienza della organizzazione interna del lavoro è venuto dalla messa in opera di una struttura di condivisione dei file aziendali da parte del personale. La sicurezza della rete è stata rafforzata tramite avanzate soluzioni di cyber security, con un nuovo sistema di monitoraggio dell’infrastruttura IT h24 e un nuovo datacenter con ridondanza geografica per garantire business continuity e disaster recovery. La rete è stata inoltre resa impermeabile da eventuali criticità sofferte dai fornitori di servizi, tramite la creazione di varie Vlan virtuali dedicate ai singoli servizi».

L’avvio dei lavori per la realizzazione del Progetto Hub sta creando problemi all’operatività dei terminalisti?
«Per adesso i lavori sono concentrati sulla realizzazione della banchina del futuro Terminal Container in penisola Trattaroli e sulla prima fase dei dragaggi in avamporto. I disagi sono limitati alla gestione del traffico navale, rispetto alle attività di dragaggio quindi molto lievi. In futuro, quando i lavori interesseranno la ristrutturazione delle banchine esistenti, allora potranno aumentare per la commistione delle attività operative tra più terminal su una banchina comune ma l’Autorità portuale condividerà un cronoprogramma dei lavori, in modo che ogni terminalista coinvolto potrà organizzare la propria attività operativa per ridurre i disagi».

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