Carcere, trasferimento al quartiere Quattro: a Forlì spunta l’ipotesi 2025

«E pur si muove». Se Galileo Galilei avesse puntato il suo telescopio sul quartiere Quattro e avesse inquadrato il “cantiere infinito” del nuovo carcere, probabilmente avrebbe ripetuto la sua celebre esclamazione. Sì, perché qualcosa nell’area è tornato a muoversi e una data di trasferimento dei detenuti dalla Rocca nella nuova struttura in grado di contenerne sino a 255, pare esserci: potrebbe avvenire nel 2025. Questo, almeno, stando a quanto da Roma segnala la Direzione generale per l’edilizia statale e gli interventi speciali in una prima risposta all’interrogazione parlamentare che il deputato della Lega, Jacopo Morrone, ha inoltrato il 27 luglio scorso al Ministero della Giustizia e a quello delle Infrastrutture che, attraverso il Provveditorato alle opere pubbliche, hanno la competenza esclusiva dell’intervento e dell’informazione sul suo stato di (lento) avanzamento.

Ricorso pendente

Cantiere in due stralci e in attesa di una risposta più esaustiva in Parlamento, secondo quanto riferito dalla Direzione generale «il primo stralcio è stato appaltato e aggiudicato, ma nei termini di legge, il secondo in graduatoria ha presentato ricorso che è tuttora pendente al Consiglio di Stato: solo all’esito del ricorso si potrà procedere alla sottoscrizione del contratto e all’avvio dei lavori». Male, perché sui tempi di giudizio e, quindi, di riavvio della procedura, si può solo incrociare le dita sperando non siano biblici.

C’è, però, anche la nota positiva: «Il secondo stralcio ha avuto una sospensione dell’esecuzione a seguito del concordato preventivo in continuità presentato dall’appaltatore – informa sempre la direzione tecnica -. Allo stato attuale sono ripresi i lavori di completamento del secondo stralcio». E’ l’area detentiva da quanto riferisce il vice sindaco Daniele Mezzacapo cui un mezzo sorriso, a questo annuncio, torna sul volto. Non più di mezzo perché «il completamento di questo cantiere, la cui prima pratica comunale risale al 2003 quando l’area fu individuata nel piano regolatore, è di un interesse pubblico rilevantissimo se serve una vera accelerazione». Aprire il nuovo carcere non significa solo rispondere ai bisogni di detenuti e polizia penitenziaria, ma rifunzionalizzare un intero quartiere. «C’è un investimento comunale di 4 milioni per la viabilità di collegamento cui si innesta anche il progetto Anas di Tangenziale Ovest che attraversa la zona artigianale del Quattro, servirà alle sue aziende ed eliminerà il traffico che ora grava su via Cava e via Ossi. Sono 23 milioni, ancora da finanziare, e questi soldi rischiamo di perderli senza carcere ultimato». Doveva esserlo nel 2012, poi nel 2019, ora secondo quanto riferisce Jacopo Morrone «si parla, forse, di 2025». Troppo tempo, ma il Comune non può incidervi. «Neppure la ditta appaltatrice può riferirci, è tutto in mano ai ministeri e coperto da segreto trattandosi di un carcere» precisa Mezzacapo che lamenta come «anche i nostri piani sulla ridestinazione della Rocca di Caterina Sforza slittano avanti di anni. Averla libera, significherebbe attivare il polo culturale e turistico più importante di Forlì». Destinazione? «Tante possibili, faremo un grande concorso pubblico di idee».

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