Capriolo nella pista dell’aeroporto di Rimini. “Va abbattuto”. Sarà salvato

Bloccato da un anno lungo le piste dell’aeroporto Fellini, il suo abbattimento era stato fissato alle 4 di ieri notte. Troppo pericoloso per gli aerei in fase di decollo e atterraggio. E tutto tutto è stato programmato per ucciderlo, vista l’impossibilità di catturarlo vivo. Ma poche ore prima, grazie all’intervento degli gli animalisti e del presidente della Provincia, il piccolo animale è stato “graziato” e la sua condanna a morte è stata annullata in extremis. La corsa contro il tempo è infatti iniziata nella mattinata, quando si sono attivate le associazioni a tutela di animali e ambiente per segnalare che un capriolo era ormai “imprigionato” negli immensi spazi esterni dello scalo aeroportuale riminese, dove era entrato lo scorso anno per errore e da dove non riusciva a uscire nonostante i tentativi fatti anche dal personale del Fellini. E proprio dall’aeroporto sono stati costretti a rivolgersi agli uffici regionali preposti per una richiesta di intervento, vista la pericolosità della fauna per gli aerei e le precise richieste di sicurezza che arrivano da Enac. Ecco quindi che è partito l’iter burocratico, che ha portato alla pianificazione dell’abbattimento, autorizzata legittimamente come da procedura amministrativa dagli uffici regionali visti i tentativi di cattura falliti. L’uccisione è stata quindi fissata: ieri alla 4 di notte sarebbe dovuta scattare per mano della polizia provinciale. La catena però è stata interrotta perché la notizia è arrivata poco dopo mezzogiorno al presidente della Provincia Riziero Santi, che ha chiarito: «La sicurezza del trasporto aereo va garantita ma con una soluzione alternativa all’abbattimento». Subito è scattato un vorticoso giro di telefonate per bloccare le operazioni: «C’è stato un cortocircuito burocratico. Ho chiarito con il comandante della polizia provinciale, che ha bloccato l’intervento ed ha avvisato il responsabile della sicurezza dell’aeroporto». Tradotto: «Sarà incaricato un tecnico esperto dotato di strumenti appropriati per anestetizzare l’animale a lunghe distanze per poi trasferirlo in sicurezza nel suo habitat naturale. I costi, tra i mille e i duemila euro, li copriremo noi», spiega Santi, che aggiunge: «Da domani (oggi, ndr) quindi gli uffici della Provincia si accorderanno sulle procedure con l’aeroporto, con la Regione e con le associazioni ambientaliste». Non solo. Santi ha anche chiamato il sindaco di Montecopiolo Pietro Rossi che «mi aveva manifestatola volontà di ospitare il capriolo nella sua riserva e ho informato le associazioni che hanno espresso soddisfazione e manifestato la volontà di collaborare».

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