Cantieri, a Rimini l’occupazione cresce ma gli infortuni sono quasi raddoppiati

Sono numeri importanti quelli che legano il superbonus 110 al settore edile riminese. Cifre che parlano di sviluppo ed occupazione, ma anche di infortuni sul lavoro. In forte aumento. E tutto in un anno, il 2021, determinante per il rilancio di un comparto, quello delle costruzioni, appunto, attanagliato da una crisi di sistema lunga quindici anni. Ma vediamoli questi dati. Spiega Renzo Crociati, segretario degli edili Cgil di Rimini: «Se l’introduzione del superbonus ha rappresentato, per il Riminese, uno strumento di crescita economica, indirettamente ha determinato anche un aumento degli incidenti nei cantieri. Se nel 2021, infatti, il primo trimestre si era attestato sui 28 infortuni (284 il numero complessivo, con un morto, ndr), da gennaio a marzo 2022, questo dato lo vediamo quasi raddoppiato: 49. A dimostrazione di quanto serio sia il problema. Certo, cresce l’occupazione, ma aumentano anche gli infortuni. E questo non va bene». Nuovi posti di lavoro, dunque. Ma anche nuove imprese iscritte nel registro della Camera di commercio. Sottolinea Crociati: «Siamo su un trend di crescita di nuovi occupati che non ha pari in nessun altro territorio dell’Emilia Romagna: intorno al 25%. Sto parlando di qualcosa come 3500 dipendenti lo scorso anno, schizzati quest’anno, addirittura, a 4300 unità». Non solo manodopera. A lievitare, infatti, è stato anche il numero delle imprese che «da 640 sono salite a 840». «Va però precisato – avverte il sindacalista – che l’80% fattura meno di 500mila euro e ha due lavoratori occupati di media. Tradotto: diverse sono nate solo per attrarre i crediti d’imposta relativi al superbonus».

Sicurezza, quindi, questa la parola d’ordine del sindacato. «Venerdì – annuncia Crociati – abbiamo un incontro in Provincia con tutte le associazioni sindacali e datoriali e con i rappresentanti degli enti pubblici, per fissare dei parametri rigidi: formazione obbligatoria del personale, attraverso corsi promossi dalla cassa edile, e protocolli sugli appalti per contrastare la logica del massimo ribasso, sinonimo di scarsa sicurezza sul lavoro». Aggiunge il segretario della Feneal Uil, Aziz Ibnoerida: «Molto è stato fatto nel settore, ad esempio è stata inserita la figura dell’addetto al controllo della sicurezza per le impalcature, le imbragature ed altro, ma tanto ancora deve essere fatto. Non va dimenticato che il nostro comparto è tra i più colpiti dagli infortuni. Per questo è ora che cambi la mentalità: la sicurezza non deve essere più vista come un costo, ma come cultura del lavoro». Infine, un commento sul decreto superbonus 110, che proroga i termini per le unifamiliari: «Lo vedo positivamente – sottolinea Ibnoerida -. Anche se ritengo sia opportuno renderlo strutturale, magari riducendo il margine percentuale. Perché è l’unico strumento capace di garantire l’occupazione». Chiosa Crociati: «Andrebbe però perfezionata la parte relativa ai condomini, in particolare quelli popolari. Perché è meno efficace rispetto, ad esempio, alle villette. E questo, in termini di risparmio energetico, potrebbe provocare una penalizzazione per le classi meno abbienti della società riminese».

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