Cannabis terapeutica, San Marino prossimo fornitore dell’Italia?

A seguito dell’approvazione del progetto di legge “Disciplina della coltivazione, trasformazione, commercio e utilizzo di prodotti a base di cannabis destinati esclusivamente ad uso medicinale o terapeutico”, San Marino potrebbe diventare uno dei paesi fornitori di cannabis terapeutica per l’Italia. Tale possibilità, prospettata già a maggio da Roberto Ciavatta (Segretario di Stato alla Sanità di San Marino), durante un incontro online trasmesso dalla pagina Facebok “Meglio legale” che promuove la legalizzazione della cannabis, pare avere crescenti possibilità di concretizzarsi.

A seguito dell’approvazione all’unanimità in Consiglio della proposta di legge del 18 giugno scorso, Gloria Arcangeloni (Rete) ha annunciato che un gruppo di lavoro avrebbe approntato la stesura di una bozza “per presentare un testo che possa normare la produzione di canapa ad uso agricolo”. Roberto Ciavatta, invece, ha sottolineato come la proposta di legge sia stata concepita “per attirare nel settore farmaceutico quanti più investitori possibili”; dello stesso tenore il commento di Vladimiro Selva (Libera), che ha evidenziato come lo scopo sia quello di “generare dal nulla un settore economico che può dare alla Repubblica di San Marino un riscontro in termini occupazionali e di autonomia e autosufficienza in determinate produzioni”. In Consiglio è stata anche sottolineata la necessità di favorire, tramite questa iniziativa, l’utilizzo improprio dei derivati della cannabis, demandando all’autorità sanitaria le operazioni di controllo; il progetto di legge prevede che sia lo Stato a comunicare all’ente competente, l’INCB (International Narcotic Control Board), la capacità produttiva, facendo carico dei controlli necessari.

La situazione italiana

Il mercato italiano potrebbe rappresentano uno sbocco fondamentale per la produzione di cannabis terapeutica coltivata a San Marino. Come riportato da un articolo pubblicato a maggio dall’edizione online de La Stampa, al momento l’Italia è costretta a rivolgersi ai Paesi Bassi ed al Canada per le forniture di cannabis terapeutica, per far fronte alle tante richieste da parte dei medici.

Ciò è dovuto al fatto che il quantitativo prodotto dallo stabilimento Chimico-Farmaceutico di Firenze (l’unico polo autorizzato alla produzione di questa sostanza) non è in grado di soddisfare una richiesta crescente. Evidentemente, la domanda è andata ben oltre le stime risalenti allo scorso anno, sulla base delle quali il Ministero della Salute aveva disposto la produzione di 500 kg di cannabis terapeutica.

Dal punto di vista medico e farmacologico, la cannabis terapeutica è un derivato della canapa sativa, caratterizzato da una concentrazione di THC – il principio attivo responsabile degli effetti psicoattivi della marijuana e dell’hashish – che può raggiungere anche il 22%. Tale prerogativa fa sì che la sostanza possa sortire effetti stupefacenti, in base alla tolleranza del singolo paziente; di conseguenza, è necessaria la prescrizione medica, non sono per poterla acquistare in farmacia ma anche per seguire la corretta posologia rispetto alla patologia da trattare. La cannabis medica, infatti, è considerato un “trattamento sintomatico” applicabile a patologie quali la Sclerosi Multipla, i disturbi del sonno, i dolori cronici, l’incontinenza e la rigidità muscolare.

Da qualche anno, però, grazie alla legge 242 del 2016, sul mercato italiano è possibile reperire anche versioni ‘light’ dei derivati della cannabis. Si tratta della marijuana e dell’hashish ‘light’, che si fregiano di questa denominazione informale in quanto contengono una percentuale di principio attivo (THC) inferiore o pari allo 0.5%. Si tratta a tutti gli effetti di cannabis legale, acquistabile presso negozi specializzati o e-commerce autorizzati come Prodotti-cannabis.it, la quale, per via del bassissimo contenuto di THC, agisce principalmente come rilassante, calmante o blando sedativo. Può essere d’aiuto per lenire i dolori muscolari, alleviare la stanchezza o favorire il riposo per chi soffre di problemi d’insonnia. Ad ogni modo, non va considerata alla stregua di un sostituto dei farmaci tradizionali.

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