Cani troppo aggressivi, chiuso un sentiero della Vena del Gesso

BORGO TOSSIGNANO. Lo storico sentiero ad anello del rio Mescola, noto come 703, è stato chiuso, nel tratto compreso tra Monte dell’Acqua Salata e Monte Penzola, con decisione unilaterale della direzione del Parco della Vena del Gesso Romagnola. Le motivazioni sono quelle della presenza di cani pastore addestrati a proteggere un gregge di capre in pascolo in questa parte di territorio.

Negli ultimi tempi escursionisti e biker, durante le loro escursioni lungo i 12,5 chilometri del percorso, che si sviluppa all’interno di diverse proprietà private compresa quella di un allevamento in località Budriolo, si sono trovati a più riprese faccia a faccia con questi animali.

Situazioni pericolose

«In alcuni casi – spiega il presidente del Parco, Antonio Venturi – si sono verificate situazioni pericolose e non proprio serene per gli escursionisti che si sono trovati affiancati dai cani abbaianti. Sappiamo, infatti, che purtroppo ci sono state denunce nei confronti del proprietario dei cani per comportamenti aggressivi contro alcune persone. Animali che ovviamente fanno il loro lavoro e che da qualche tempo sono stati acquistati dall’allevatore come deterrente per attacchi da parte dei lupi, in passato avvenuti, anche grazie a un bando regionale».

Venturi prosegue dicendo che «la situazione non è di semplice risoluzione, visto che il sentiero non si può spostare e nemmeno recintare la zona vista la lunghezza dello stesso. Ci stiamo comunque ragionando assieme anche al proprietario per capire come e cosa è possibile fare per venire incontro alle diverse esigenze, quella della conduzione quotidiana dell’azienda agropastorale e quella contestuale della sicurezza degli escursionisti».

Decisione inevitabile

Per questo la decisione «temporanea ma inevitabile» presa dall’ente di gestione dell’area protetta è stata quella di chiudere la percorribilità di quel tratto. A tal fine lungo il percorso sono stati installati cartelli informativi nei quali si sconsiglia di percorrere il sentiero a maggior ragione se in presenza di cani al seguito e per i biker, in caso di incontro con i cani pastori, di scendere dalla bici. «Per ora – conclude il presidente – sono possibili escursioni in gruppi organizzati. In questo modo c’è la possibilità di avvertire per tempo l’allevatore per permettere alle persone di poter fruire di questo suggestivo e molto importante percorso escursionistico».

La decisione di chiudere il 703 non ha mancato di “irritare” il Club alpino imolese che in una nota evidenzia come non «condividiamo né le modalità né il merito del provvedimento, e quindi confidiamo nella possibilità di una tempestiva riapertura di un tavolo di confronto che tenga conto degli accordi presi in precedenza e mai attuati al fine di contemperare le legittime esigenze dell’attività agropastorale con la fruizione pubblica di uno storico percorso, quest’anno arriverà ai 50 anni, di grande valore naturalistico preesistente all’attuale proprietà».

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