Siamo alla guerra totale nel Partito democratico riminese dopo l’annuncio di volersi candidare a sindaca di Rimini da parte di Emma Petitti. Ora a litigare sono il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti con quello comunale, Alberto Vanni Lazzari. Sacchetti ha rinfacciato a Petitti di avere voltato le spalle al partito, candidandosi senza far sapere niente a nessuno, neppure a Bonaccini, mentre Vanni Lazzari si dice sorpreso per merito e toni dall’uscita di Sacchetti.

Ecco la nota del segretario comunale Vanni Lazzari. “Sono rimasto sorpreso della nota stampa del segretario provinciale Filippo Sacchetti. Sorpreso per il metodo e per i toni. Sul metodo il segretario provinciale lamenta la mancata informazione da parte di Emma Petitti sulla decisione di candidarsi alla carica di Sindaco di Rimini. Nella giornata di ieri come segretario comunale Pd, sono stato informato dalla stessa Petitti sulla decisione di candidarsi alla carica di sindaco di Rimini. La stessa informazione, mi è stato riferito, era prevista per il segretario regionale e provinciale e le altre cariche istituzionali. Da tempo si vocifera sulla stampa di probabili candidature tra cui quella della Petitti, e l’ufficializzazione toglie per lo meno equivoci e fa chiarezza. Vi è anche un aspetto di merito. La competenza per la realizzazione del programma, del confronto con le altre forze politiche e dell’individuazione del candidato a sindaco spetta per statuto all’unione comunale di Rimini. Da settimane è in corso nel Partito Democratico comunale un confronto programmatico intenso che vede il coinvolgimento di decine di esponenti iscritti e non iscritti al Pd. Nella serata di venerdì in assemblea virtuale eravamo oltre 50 a parlare di ambiente e forestazione urbana. Faccio inoltre notare che da sempre lo statuto del Partito Democratico prevede per l’individuazione della candidatura a sindaco due modalità: attraverso il ricorso alle primarie di coalizione o con le primarie di partito, a meno che la decisione di utilizzare un diverso metodo, concordato con la coalizione, per la scelta del candidato comune non sia approvata con il voto favorevole dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente. Proprio per la gravità della situazione sanitaria, economica e sociale è ora di lasciare perdere i riti e le liturgie del passato che non servono a nessuno. 
Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti”.

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