Camping Rubicone, fotografi in spiaggia

241 metri. Panorama visivo del Camping Rubicone, mostra aperta fino al 26 settembre per Si fest 2021 (corso Vendemini 64), offre nelle immagini di quattro autori nazionali immagini di una Savignano «lontana e diversa», quella di Savignano mare e del suo camping villaggio, un ambiente schiuso e artificiale come una sorta di Truman show in riva al mare.

Una visita guidata sarà condotta il 25 settembre alle 11 da Jana Liskova che ha curato progetto e mostra con il sostegno del Camping Villaggio Rubicone.

Nella storia del festival, ricorda, un ruolo centrale l’hanno sempre avuto i censimenti e le campagne fotografiche, come indagini sul territorio e sulle trasformazioni. Con questo progetto si è volto lo sguardo alla frazione marittima che regala alla città un piccolo record: con i suoi 241 metri di spiaggia, la più piccola a disposizione di un comune costiero italiano e a sette kilometri dal centro storico: «Quattro fotografi hanno esplorato sotto diversi aspetti questa piccola lingua di terra occupata quasi per intero dal Camping Villaggio Rubicone, proseguendo così la lunga tradizione delle campagne fotografiche condotte sul territorio di Savignano, ma scegliendo di non fare foto del mare».

Il barese Francesco Rucci ha ritratto la quotidianità del camping attraverso vari ritratti dei suoi frequentatori, mentre da Udine Bartolomeo Rossi si è volto a indagare i tratti più fiabeschi e artificiali di un ambiente chiuso e protetto che può ricordare appunto un «Truman show in riva al mare», un universo chiuso in una gabbia totalmente artificiale, ma costantemente teso verso l’esterno, popolato di antenne e consolle. Cosa succede quando le luci si spengono? Per la materana Ilaria Ferrara tutto diventa ancora più surreale e la presenza dei villeggianti traspare solo da indizi inanimati. La notte rende sospeso ogni segno d’identità. In un mondo così speciale può persino capitare che i bambini scorgano mostri, draghi e ragni velenosi rintanati sotto i letti. Ancora con maggiore intensità descrittiva nel suo bianco e nero, la perugina Alessandra Baldoni svela questo insospettabile lato perturbante nascosto dietro le luci, i colori, i giochi gonfiabili di un luogo costruito per la spensieratezza, specie dei bambini, ma immaginato come divenisse un loro incubo.

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