In calo il numero di chi a scuola opta per l’ora di religione

In calo il numero di chi a scuola opta per l’ora di religione

RAVENNA. Nei prossimi giorni le famiglie sono attese da importanti decisioni. Oltre che la scelta della scuola, per chi inizia un nuovo ciclo di studi si tratta di optare o meno per l’ora di religione. Scelta che in passato sembrava quasi scontata; oggi non è più così. A testimoniarlo, i numeri dell’Ufficio scolastico diocesano di Ravenna: nell’ultimo anno gli studenti frequentanti l’ora di religione sono calati dell’1,7%.

Il 31 gennaio è il termine delle iscrizioni per avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica (Irc) nella scuola pubblica. E tramite il direttore don Andrea Bonazzi, l’Ufficio scolastico diocesano invita a cogliere l’opportunità: «È una possibilità educativa per la formazione integrale delle giovani generazioni, fatta di conoscenze, capacità acquisite, valori culturali e religiosi, storia innanzitutto della nostra Italia. Nell’anno scolastico 2018/2019, la percentuale di quanti l’hanno scelta si è attestata mediamente al 73,9% (il dato tiene conto della media delle percentuali della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado), in leggero calo rispetto all’anno precedente. Nel 2017/2018 era al 75,62%.

La religione cattolica – dice don Bonazzi – è espressione della fede dei credenti e, nello stesso tempo, ha ispirato una storia di civiltà e bellezza che ha al centro la persona umana. L’ora di religione è anche l’incontro con quanto il sentimento e il pensiero cristiano ha prodotto lungo i secoli, attraverso la letteratura, specie la Bibbia e le espressioni artistiche di ogni genere, di cui Ravenna è custode davanti al mondo intero. L’ora di religione va quindi colta in una prospettiva culturale». Per don Bonazzi la sfida più grande rimane quella della qualità dell’insegnamento: «La crisi culturale che oggi stiamo attraversando non è una crisi soltanto di valori, ma anche una crisi di figure adulte capaci di incarnarli credibilmente. Siamo convinti che la scelta dell’ora di religione continuerà a tenere finché ci saranno insegnanti all’altezza del proprio compito, finché i genitori fiuteranno che, indipendentemente dal fatto di essere credenti o meno, una maestra di religione sarà una figura positiva per i propri figli, finché gli adolescenti sentiranno che col prof di religione si può parlare».

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