Caldo record, a Ravenna il giugno più torrido della storia

RAVENNA. Ravenna ha trascorso ieri la giornata di giugno più calda della propria storia. Il 27 giugno del 2019 ha battuto di 0,1 gradi il 38,2 che si era registrato il 26 giugno del 2003. E domani, se pure la colonnina di mercurio si dovrebbe abbassare leggermente, a crescere sarà l’umidità.

A testimoniarlo sono le rilevazioni compiute da Pierluigi Randi, tecnico meteorologo di EmiliaRomagnameteo.com che conferma come “oggi (ieri per chi legge), come atteso, è stata la giornata più calda di questa serie di alta pressione che giunge dal nordafrica verso la Penisola. Il picco provinciale appartiene al lughese dove le temperature si sono tenute per una parte significativa della giornata sopra ai 38 gradi, con un “heat index” anche di 45,1 gradi. Questa la rilevazione per esempio a Bagnacavallo. Poco inferiori le temperature della Romagna Faentina: più vicine ai 37 gradi le massime. “Rimane ancora imbattuta, comunque – ricorda Randi -, la soglia dei 38,9 gradi raggiunti il 30 giugno del 2012 a Faenza Torricelli, che rimane la giornata del sesto mese dell’anno più calda in assoluto per la provincia di Ravenna”. Temperature ben al di sopra dei 30 gradi anche sulla costa ravennate, dove i picchi sono stati fra i 33 e i 34 gradi. Si parla comunque di massime superiori di circa 9 gradi rispetto alle medie stagionali. 

Ma a giocare una parte importante sono i tassi di umidità: “Anche ieri pomeriggio e persino in bassa pianura si è raggiunto il 50% di umidità. E’ una percentuale che si raggiunge di solito in nottata – sottolinea il tecnico di EmiliaRomagnameteo.com -. Sulla costa il tasso di umidità ha toccato anche il 70% e da domani la massa di aria calda proveniente da sud dovrebbe intersecare un vento tiepido che giunge dai Balcani. Si abbasseranno leggermente quindi le temperature, ma l’umidità dovrebbe salire”. La percezione pertanto non sarà migliore: “Sono condizioni di caldo estremamente disagevole, quasi pericoloso. E’ sconsigliato uscire fino alla serata”. Alcuni dei record dell’ormai leggendario 2003 sono stati quindi abbattuti, ma le condizioni erano comunque differenti: 

“Nel 2003 l’umidità era più bassa – rimarca Randi – e se si fossero riproposte quelle caratteristiche avremmo oltrepassato già ora i 40 gradi. Questo per testimoniare la portata della massa d’aria caldissima giunta in queste ore, fra le più calde affluite qui”. La situazione comunque è destinata a perdurare: “Le temperature rimarranno sopra la norma e abbondantemente sopra i 30 gradi fino a sabato questa situazione e l’afa continuerà. Poi nei primi giorni prossima settimana, fra lunedì e martedì, ci sarà un nuovo  picco con massime sui 36-37 gradi nell’entroterra”. Poco o nulla, comunque, dovrebbe cambiare fino al 4/5 luglio: “Nella seconda metà della prossima settimana le temperature potrebbero scendere un pochino e tornare sui parametri delle medie stagionali”. 

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