Caldo, arriva il picco. I consigli per sopravvivere all’afa

È estate e fa caldo, non è una novità. Le temperature nei prossimi giorni sono destinate a salire, quindi Comune e Ausl si preparano a fronteggiare i picchi di calore. Ad essere monitorati, in particolare, saranno gli anziani sopra i settantacinque anni che, nel territorio riminese, sono 26.652. È il target di riferimento, tra cui vengono individuati i casi più a rischio a cui vengono effettuate le telefonate, rientranti nella cosiddetta “mappa delle fragilità”. Nello specifico del distretto di Rimini nord (che comprende Rimini, Bellaria Igea Marina, Santarcangelo e tutta la Valmarecchia), dal 2007 sono state circa 30mila le telefonate nelle case di anziani considerati più in difficoltà. Per ogni territorio sono state inoltre costruite mappe dell’emergenza, degli utenti fragili, in particolare le fasce di persone molto anziane, che vivono sole. È prevista anche la possibilità di ospitare anziani per periodi limitati all’emergenza climatica, in strutture residenziali per anziani o parrocchie, in ambienti climatizzati, protetti e assistiti da personale infermieristico e sanitario. Nucleo Fragilità: 0541.1490572.

Consigli anti-afa
Ma si bollirà un po’ in tutta la Romagna. E i consigli sono validi ovunque. Bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) a temperatura non eccessivamente bassa. In particolare gli anziani devono prestare particolare attenzione in quanto lo stimolo della sete spesso diminuisce con l’età. Evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. Mangiare molta frutta e verdure; fare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati a carne e formaggi fermentati. Evitare di consumare cibi troppo caldi. Evitare di uscire tra le 12 e le 17. Vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti, di cotone, lino o comunque fibre naturali. Usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde.
«Non lasciare nessuno da solo. Può essere sintetizzato così – spiega Gloria Lisi, assessore alla protezione sociale – l’approccio alla base dei servizi di assistenza per l’emergenza caldo. Sono interventi portati da personale che interviene in maniera selezionata, seguendo la “mappa delle fragilità”. È un piano corale che impegna personale medico, sociale e dell’associazionismo, nell’ottica di aiuto comunitario a chi, soprattutto in questo periodo, rischia di rimanere ancora più solo, ovvero gli anziani senza rete famigliare e gli emarginati».

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