Calcio Under 17, Masolini, lo scudetto e Fermo nel destino

Fino a qualche giorno fa, lo stadio Bruno Recchioni di Fermo evocava solo brutti ricordi legati a sconfitte o a deludenti pareggi strappati dal Cesena dei grandi. Ma il teatro della finale scudetto del campionato Under 17, evidentemente, si conferma un campo speciale per Filippo Masolini, che poco meno di 17 anni fa (21 dicembre 2005) qui segnò l’ultimo gol su azione della sua lunga carriera in un Fermana-Lumezzane 2-1. Una rete realizzata nella porta sotto la curva Duomo, dove sono arrivati i gol di Castorri contro la Pergolettese e soprattutto quello di Casadei che ha regalato lo scudettino all’Under 17 del Cesena nella finale contro il Padova. Venerdì era il 17 giugno. Una data che a Masolini porta bene: il 17 giugno 2001, infatti, con la Triestina centrò la promozione in C1 vincendo a Mestre con gol di Parisi e Borriello, entrambi su assist dell’attuale tecnico bianconero.

Masolini, per lei è la prima vittoria da allenatore del Cavalluccio.

«Sì e sono davvero molto contento. A livello giovanile la mia più grande soddisfazione prima di venerdì era un Torneo Sarti vinto ai rigori con il San Marino in finale contro il Santarcangelo nel 2018. In quella finale furono decisivi i gemelli Shpendi».

Di solito si dice che le finali non vanno giocate ma vinte. Voi contro il Padova non solo avete vinto, ma anche giocato una grande gara, soprattutto nella prima ora.

«Abbiamo vinto meritatamente, anche se non siamo riusciti a segnare nel primo tempo, pur avendo costruito tantissimo. E’ mancato solo il gol perché davanti siamo inevitabilmente legati al nostro bomber Amadori, quindi abbiamo avuto bisogno di più occasioni e di più tempo per sbloccarla. Ma non ho mai avuto paura di essere beffato, anche perché nel finale siamo stati bravi a soffrire e Galassi ci ha dato una mano con due parate decisive».

Per l’Under 17 è stato un cammino trionfale: primo posto in regular season, 8 gol segnati negli ottavi al Palermo, un pareggio e una vittoria contro la Juve Stabia, il successo ai rigori sulla Pergolettese e poi la finale vinta con pieno merito.

«Scudetto, direi che basta la parola. Siamo in C, ma è pur sempre un titolo tricolore, arrivato dopo un’annata estremamente positiva. Fino a Natale è stata una stagione tranquilla e serena, dall’Epifania in poi invece abbiamo avuto più problemi legati al Covid e a qualche infortunio. Non è stato facile allenarsi bene e gestire il gruppo».

A proposito di problemi: nelle Final Four non ha potuto schierare Amadori per squalifica e in finale ha non aveva neppure il terzino destro Manetti. Eppure il sostituto di quest’ultimo, il classe 2006 Domeniconi, è stato tra i migliori.

«Fino a mercoledì Domeniconi era in vacanza al mare, poi giovedì lo abbiamo chiamato ed è sceso velocemente a Civitanova, giusto per giocare 25 minuti di partitella nella rifinitura. L’ho mandato in campo praticamente senza allenamenti nelle gambe e alla fine è stato davvero bravo, uno dei migliori».

Il Cesena quest’anno ha vinto due campionati giovanili e all’appello manca l’Under 15 di Magi, che oggi deve difendere il 2-0 dell’andata contro il Pontedera. Risollevarsi dopo il fallimento di 4 anni fa è stata la cosa più difficile, ma non dimentichiamo neppure la pandemia e tutti i problemi legati al Covid degli ultimi due anni.

«Esatto. In questi anni il settore giovanile è stato raso al suolo dal fallimento e fortemente condizionato dal Covid e il mio gruppo è stato il più penalizzato con Under 15 e Under 16. Personalmente, due anni fa ci siamo dovuti fermare quando eravamo al primo posto con il gruppo del 2003 che quest’anno ha vinto la Primavera e un anno fa con i 2004-2005 abbiamo perso nei quarti di finale contro il Como, che poi si laureò campione d’Italia. Questo scudetto è anche una bella rivincita».

Doppietta Primavera-Under 17 in pochi mesi. Per il Cesena cosa significa?

«Significa che ci sono ragazzi forti che presto possono giocare con i grandi, specialmente oggi che il Cesena è in Serie C. Il serbatoio del nostro vivaio è davvero pieno di calciatori con grandissime qualità, tecniche e morali».

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