Calcio serie C, il patron del Rimini si toglie i sassolini dalle scarpe

RIMINI. Autocritica ma anche critiche. Nel tracciare il bilancio di questa travagliata stagione del Rimini, che è riuscito a conquistare la permanenza in serie C ai playout con la Virtus Verona, il presidente Giorgio Grassi ammette che “la società ha commesso degli errori” (ammissione già fatta in passata dopo il ripetuto walzer di allenatori cambiati in panchina) ma nel definire “fallimentare” la stagione dei biancorossi il presidente si toglie qualche sassolino. Alla città, accusata di “non avere cultura sportiva”. E ai tifosi a suo dire troppo “critici” verso la squadra e verso i giocatori. Pur ravvisando “sfiducia nei miei confronti” Grassi non si tira indietro “vado avanti per senso di responsabilità” e annuncia l’intenzione di ampliare la compagine societaria. In questo senso si inserirebbe l’incontro con l’imprenditore Alfredo Rota per un eventuale coinvolgimento anche se al momento si tratterebbe di un discorso ancora allo stato embrionale.

A tre giorni dalla sofferta ma fondamentale salvezza ottenuta dal Rimini, il numero uno biancorosso ha esordito con i ringraziamenti. “Dopo una stagione così sofferta la prima sensazione è stata quella di una liberazione, più che di una gioia. La vittoria è dei ragazzi, sballottati tra quattro allenatori, che nelle ultime partite si sono ritrovati e grazie a mister Mario Petrone che dopo Caporetto è riuscito a condurre il gruppo verso il traguardo. Grazie anche ai ragazzi di Casa Betania, della Papa Giovanni XXIII, un gruppo di persone straordinarie che mi ha dato tanto a livello umano ma anche in termini di serenità in questi mesi difficili. Lunedì ho festeggiato assieme a loro”.

Poi, tra i numerosi temi trattati, si è parlato di futuro. “Con mister Petrone mi incontrerò più tardi, per il direttore sportivo siamo a buon punto, nei prossimi giorni dovrebbe esserci la fumata bianca. Stiamo comunque lavorando per la prossima stagione, a cominciare dal far fronte a tutti gli adempimenti necessari all’iscrizione, entro il 24 giugno saremo pronti. Quanto all’allestimento della squadra sono convinto che, fatto tesoro degli errori commessi in questa stagione, faremo sicuramente meglio”.

In merito all’ingresso di nuovi soci o di una nuova proprietà invece, il patron biancorosso ha spiegato che “la Serie C, come sempre detto, è un bagno di sangue. Sembra ci sia la corsa per venire a Rimini, noi però non siamo nemmeno riusciti a trovare qualcuno che ci facesse da main sponsor. Se voglio vendere ci metto dieci minuti, io però ho il dovere di relazionarmi con persone o realtà serie che garantiscano un futuro alla società, lo devo all’amministrazione comunale che ha ritenuto il mio progetto serio affidandomi il Rimini e dunque alla città. Ho fatto tanti incontri, poi di concreto non c’è stato nulla. Alfredo Rota? Ci siamo visti una volta e verso di lui ho mostrato la massima disponibilità, dobbiamo però ancora entrare nel merito”.

E tra presente e futuro Grassi ha guardato anche al passato e all’indimenticato presidente Vincenzo Bellavista. “La scorsa settimana, in occasione dell’anniversario della scomparsa, lo abbiamo ricordato sui nostri canali ufficiali e il primo anno, quando abbiamo giocato a Savignano, siamo andati a rendergli omaggio dopo avere contattato la signora Lelia. Grande rispetto nei confronti di quello che considero il più grande presidente nella storia del Rimini”. (video Diego Gasperoni)

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