Calcio, la Romagna di Serie C è compatta

Cesena, Imolese, Ravenna e Rimini compatte al fianco del presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli. Questi i commenti dei presidenti delle quattro società romagnole dopo l’assemblea di ieri.

Il presidente del Rimini, Giorgio Grassi, un mese fa aveva lanciato dalle pagine del Corriere Romagna proposte (cassa integrazione, riforma del sistema, aiuti alle società, restituzione della fideiussione) che parevano provocazioni e che invece stanno facendo breccia: «Da quest’assemblea ho capito che c’è un certo rasserenamento del clima tra le parti, gli interessi profondi, mai manifestati prima in maniera chiara, ora sono tornati in primo piano. L’assemblea spinge per la sospensione definitiva del campionato ma ora deciderà la Figc. Difficile non tenere conto di una compattezza di questo tipo. Ora la Figc, all’interno di una riforma complessiva del sistema, dovrà studiare nuovi format (C d’Elite e C2?) con le società chiamate a scegliere a quale campionato iscriversi. Perché io non credo che l’anno prossimo qualcuno si iscriverà più ad un campionato in base al risultato sportivo: una società potrebbe avere i requisiti sportivi, ma non essere economicamente in grado di fare un campionato specifico. Noi presidenti siamo d’accordo sull’attivazione della cassa integrazione per i redditi sotto i 50.000 euro per collaboratori sportivi e giocatori. Stiamo parlando delle quattro mensilità residue: se il campionato finisse qui le società pagherebbero solo uno stipendio, se invece si andasse avanti le società ne pagherebbero due, tutto il resto verrebbe pagato attraverso la cassa e con un eventuale intervento delle società stesse per la differenza tra quanto corrisposto dalla cassa e quanto i giocatori avrebbero percepito in condizioni normali. Credo che le perdite per i giocatori che hanno un reddito modesto sarebbe quasi nulla».

Il presidente del Cesena, Corrado Augusto Patrignani, dice: «Sarebbe bello ricominciare a giocare e concludere i campionati, ma solo a una condizione: giocando a porte aperte e in piena sicurezza. Terminare la stagione a porte chiuse non è quello che vogliamo perché sarebbe un danno economico e anche un rischio per chi deve scendere in campo. Non dimentichiamo che i calciatori non sono immuni al virus, quindi non è giusto che non si pensi anche alla loro sicurezza. Se la salute viene prima di tutto, allora questo deve valere anche per chi gioca, chi allena e chi si muove ogni settimana con la squadra: la prima regola di convivenza dettata dal governo continua a essere quella del distanziamento sociale, quindi mi chiedo come si possa pensare di organizzare o giocare una partita di calcio rispettando questa regola. Abbiamo dato mandato a Ghirelli di insistere con Figc e governo per l’introduzione della cassa integrazione. Se si dovesse chiudere la stagione, non sarebbe giusto lasciare i tesserati senza stipendio da marzo. Se la cassa integrazione viene messa a disposizioni della aziende, è giusto che venga utilizzata anche dalle società di calcio». Tra l’altro il Cesena sta già iniziando ad utilizzarla per i dirigenti.

Alessandro Brunelli, presidente del Ravenna e consigliere di Lega, dopo l’Assemblea è parso orientato verso lo stop: «E’ stata un’assemblea importante e costruttiva. Certe testimonianze hanno evidenziato grandissime difficoltà, troppo oggettive per poter riprendere il campionato. La volontà della Lega sarebbe quella di cercare di ripartire ma le difficoltà sembrano insormontabili anche a livello di tempistica. La Serie C è un’entità diversa rispetto alla Serie A, che sta pensando di ripartire e non so ancora in quale modo. Oltre alla salute dei giocatori e di chi sta con loro, ora il grande problema è di mettere in salvo le società, tutte, chi più e chi meno, in difficoltà economica. Spero che a breve ci saranno accordi con Associazione calciatori e Associazione allenatori per rivedere gli emolumenti di questa stagione».

Infine il presidente dell’Imolese, Lorenzo Spagnoli, spinge per la cassa integrazione: «È stata un’assemblea viva e commovente per la testimonianza di Fogliazza, presidente della Pergolettese, che sta vivendo personalmente questo dramma. La maggioranza dei presidenti ha sollevato questioni economiche, organizzative ma soprattutto etiche per quanto riguarda il prosieguo del campionato. Faremo una proposta all’Aic attraverso il nostro presidente Ghirelli: ci auguriamo che i calciatori ritrovino il buon senso e accettino dopo aver rifiutato la cassa integrazione».

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